Incontro su Censura, Guerra e Repressione
Cosa Sta succedendo e cosa ci aspetta
Ne parliamo con
Coordinamento di solidarietà con il popolo palestinese
Nel mirino, campagna contro le sanzioni Usa, per un Internet libero dalle ingerenze, per la libertà di dissenso (a partire dalla sanzione contro il collettivo Autistici/Inventati)
George Ibrahim Abdallah, progioniero politico libanese
Interventi video di Supernova, rivista marxista-leninista francese
giovedì 8 ottobre alle ore 18 allo spazio culturale La Comune Prenestina, via Prenestina 320 bis (accanto al benzinaio IP)
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Da qualche anno a questa parte stiamo assistendo, in tutto il mondo occidentale, ad una crescente deriva repressiva fatta di censure e leggi che restringono le possibilità di dissenso.
Può sembrare un paradosso, ma proprio i Paesi che da almeno 80 anni si fregiano di essere la culla della democrazia stanno marciando a tappe forzate verso il restringimento autoritario della libertà di parola, di opinione, di espressione e di manifestazione. Tra l'altro, questo restringimento non lo si può neanche imputare solo ed esclusivamente all'onda nera fascista che si alza contemporaneamente in Nord America, nell'Est e nell'Ovest del continente europeo: spesso le opere e le leggi di censura vengono fatte da partiti socialdemocratici che, in teoria, dovrebbero essere a favore delle libertà civili e politiche.
A cosa ci riferiamo nello specifico?
Solo pochi giorni dopo l'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe russe, il 24 febbraio del 2022, in tutti i Paesi dell'alleanza euro-atlantica si fece largo una propaganda che non si limitó alla denuncia della guerra ma andò ben oltre, accompagnando le sanzioni economiche con l'esclusione di squadre e sportivi russi e bielorussi dalle competizioni internazionali. Ai partiti atlantisti e ai gruppi di interesse non bastava, perché credevano che soffiare sul fuoco di un odio anti-russo avrebbe reso più giustificabili le spese militari a sostegno dell'Ucraina e l'aumento dei costi energetici per via del blocco all'importazione di gas russo. Iniziò, dunque, una vera e propria propaganda anti-russa, fatta di divieti di svolgere persino opere teatrali o musicali composte da artisti e intellettuali russi del secolo scorso che nulla hanno a che vedere con la guerra odierna. L'obiettivo era scatenare la paura dei russi, per creare un nemico esterno contro cui mobilitare le masse italiane ed europee.
Al di là dell'Atlantico Trump, in preda a manie anticomuniste molto simili a quelle di McCarthy negli anni '50, ha prima emesso l'Antifa ban, cioè un goffo tentativo di illegalizzare la non-organizzazione Azione Antifascista, poi operato per far chiudere le attività di Autistici/Inventati, rei di ospitare sui propri server collettivi della "galassia Antifa".
Mettiamo in fila questi avvenimenti perché ci sembra doveroso mettere a fuoco la torsione autoritaria in corso nei sistemi "democratici" occidentali. Torsione che, oltre a misure materiali di sempre maggiore sfruttamento, punta dritto al cuore delle libertà civili e politiche. L'obiettivo secondo noi è chiaro: reprimere internamente il dissenso contro le politiche neoliberiste e allo stesso tempo per eliminare possibili sacche di opposizione alla Guerra mondiale che l'Occidente capitalista sembra ormai pienamente intenzionato a combattere nel prossimo futuro.
A partire da queste riflessioni abbiamo voluto organizzare un'iniziativa di dibattito a più voci: analizzeremo il "DDL antisemitismo" con un compagno del Coordinamento solidarietà con il popolo palestinese, avremo i contributi di Georges Ibrahim Abdallah (prigioniero politico libanese recluso per 40 anni nelle carceri francesi) e dei compagni marsigliesi della rivista Supernova (colpiti anche loro per la solidarietà alla Palestina) e dei compagni che animano la campagna a sostegno di Autistici/Inventati.
Ci vediamo giovedì 8 ottobre alle ore 18 allo spazio culturale La Comune Prenestina (via Prenestina 320 bis).
Dopo il 7 ottobre 2023 il conflitto in Palestina ha reso ancora più evidente la contraddizione che interessa la democrazia. Prima è stato fatto un lavoro mediatico di racconto delle azioni palestinesi come atti terroristici, con il duplice obiettivo di delegittimare da un lato il sacrosanto diritto del popolo palestinese di lottare per la propria autodeterminazione e per la propria terra, e dall'altro di coprire e giustificare il genocidio perpetrato dallo Stato sionista. In seguito c'è stata una sequela di divieti e proibizioni, come l'uso della bandiera palestinese nelle manifestazioni in Germania, o la richiesta all'editrice "Sensibili alle foglie" di cancellare dal proprio sito il libro di Francesco Lazzeri intitolato "Sionismo e nazismo facce della stessa medaglia". Al di là dell'essere d'accordo o contrari con i contenuti del libro (e necessario sarebbe leggerlo prima di poter affermare accordo o contrarietà), è inaccettabile quanto avvenuto perché ricorda precisamente i tempi della censura fascista e dei roghi di libri da parte dei nazisti. Quello che pian piano si è andato delineando è il divieto di criticare lo Stato di Israele. La torsione più recente e più grave in questo senso è la proposta in Parlamento del DDL 1627, più comunemente definito "DDL antisemitismo". Il nocciolo centrale e preoccupante di questo disegno di legge è l'equiparazione della critica ad Israele, e quindi dell'antisionismo, ovvero una critica ad atti e fatti politici, all'antisemitismo che ovviamente non appartiene né a noi né alla totalità delle organizzazioni, dei collettivi, delle persone di sinistra che in questi anni si sono mobilitate in solidarietà con il popolo palestinese. Con la repressione del dissenso è chiaro che i politici filo-sionisti del nostro Paese vogliono limitare l'agibilità politica della solidarietà con la Palestina.