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SUMMARY:Incontro su Censura\, Guerra e Repressione
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DESCRIPTION:COSA STA SUCCEDENDO E COSA CI ASPETTA\n\n\n\nNe parliamo con\n\
	n * Coordinamento di solidarietà con il popolo palestinese\n\n * Nel mirin
	o [https://nelmirino.tracciabi.li]\, campagna contro le sanzioni Usa\,\n  
	 per un Internet libero dalle ingerenze\, per la libertà di dissenso (a pa
	rtire\n   dalla sanzione contro il collettivo Autistici/Inventati)\n\n * G
	eorge Ibrahim Abdallah\, progioniero politico libanese\n\nInterventi video
	 di Supernova\, rivista marxista-leninista francese\n\ngiovedì 8 ottobre a
	lle ore 18 allo spazio culturale La Comune Prenestina\, via\nPrenestina 32
	0 bis (accanto al benzinaio IP)\n\n-------------\n\nDa qualche anno a ques
	ta parte stiamo assistendo\, in tutto il mondo occidentale\,\nad una cresc
	ente deriva repressiva fatta di censure e leggi che restringono le\npossib
	ilità di dissenso.\nPuò sembrare un paradosso\, ma proprio i Paesi che da 
	almeno 80 anni si fregiano\ndi essere la culla della democrazia stanno mar
	ciando a tappe forzate verso il\nrestringimento autoritario della libertà 
	di parola\, di opinione\, di espressione\ne di manifestazione. Tra l'altro
	\, questo restringimento non lo si può neanche\nimputare solo ed esclusiva
	mente all'onda nera fascista che si alza\ncontemporaneamente in Nord Ameri
	ca\, nell'Est e nell'Ovest del continente\neuropeo: spesso le opere e le l
	eggi di censura vengono fatte da partiti\nsocialdemocratici che\, in teori
	a\, dovrebbero essere a favore delle libertà\ncivili e politiche.\nA cosa 
	ci riferiamo nello specifico?\nSolo pochi giorni dopo l'invasione dell'Ucr
	aina da parte delle truppe russe\, il\n24 febbraio del 2022\, in tutti i P
	aesi dell'alleanza euro-atlantica si fece\nlargo una propaganda che non si
	 limitó alla denuncia della guerra ma andò ben\noltre\, accompagnando le s
	anzioni economiche con l'esclusione di squadre e\nsportivi russi e bieloru
	ssi dalle competizioni internazionali. Ai partiti\natlantisti e ai gruppi 
	di interesse non bastava\, perché credevano che soffiare\nsul fuoco di un 
	odio anti-russo avrebbe reso più giustificabili le spese\nmilitari a soste
	gno dell'Ucraina e l'aumento dei costi energetici per via del\nblocco all'
	importazione di gas russo. Iniziò\, dunque\, una vera e propria\npropagand
	a anti-russa\, fatta di divieti di svolgere persino opere teatrali o\nmusi
	cali composte da artisti e intellettuali russi del secolo scorso che nulla
	\nhanno a che vedere con la guerra odierna. L'obiettivo era scatenare la p
	aura dei\nrussi\, per creare un nemico esterno contro cui mobilitare le ma
	sse italiane ed\neuropee.\n\nAl di là dell'Atlantico Trump\, in preda a ma
	nie anticomuniste molto simili a\nquelle di McCarthy negli anni '50\, ha p
	rima emesso l'Antifa ban\, cioè un goffo\ntentativo di illegalizzare la no
	n-organizzazione Azione Antifascista\, poi\noperato per far chiudere le at
	tività di Autistici/Inventati\, rei di ospitare sui\npropri server collett
	ivi della "galassia Antifa".\nMettiamo in fila questi avvenimenti perché c
	i sembra doveroso mettere a fuoco la\ntorsione autoritaria in corso nei si
	stemi "democratici" occidentali. Torsione\nche\, oltre a misure materiali 
	di sempre maggiore sfruttamento\, punta dritto al\ncuore delle libertà civ
	ili e politiche. L'obiettivo secondo noi è chiaro:\nreprimere internamente
	 il dissenso contro le politiche neoliberiste e allo\nstesso tempo per eli
	minare possibili sacche di opposizione alla Guerra mondiale\nche l'Occiden
	te capitalista sembra ormai pienamente intenzionato a combattere\nnel pros
	simo futuro.\nA partire da queste riflessioni abbiamo voluto organizzare u
	n'iniziativa di\ndibattito a più voci: analizzeremo il "DDL antisemitismo"
	 con un compagno del\nCoordinamento solidarietà con il popolo palestinese\
	, avremo i contributi di\nGeorges Ibrahim Abdallah (prigioniero politico l
	ibanese recluso per 40 anni\nnelle carceri francesi) e dei compagni marsig
	liesi della rivista Supernova\n(colpiti anche loro per la solidarietà alla
	 Palestina) e dei compagni che\nanimano la campagna a sostegno di Autistic
	i/Inventati.\nCi vediamo giovedì 8 ottobre alle ore 18 allo spazio cultura
	le La Comune\nPrenestina (via Prenestina 320 bis).\n\nDopo il 7 ottobre 20
	23 il conflitto in Palestina ha reso ancora più evidente la\ncontraddizion
	e che interessa la democrazia. Prima è stato fatto un lavoro\nmediatico di
	 racconto delle azioni palestinesi come atti terroristici\, con il\nduplic
	e obiettivo di delegittimare da un lato il sacrosanto diritto del popolo\n
	palestinese di lottare per la propria autodeterminazione e per la propria 
	terra\,\ne dall'altro di coprire e giustificare il genocidio perpetrato da
	llo Stato\nsionista. In seguito c'è stata una sequela di divieti e proibiz
	ioni\, come l'uso\ndella bandiera palestinese nelle manifestazioni in Germ
	ania\, o la richiesta\nall'editrice "Sensibili alle foglie" di cancellare 
	dal proprio sito il libro di\nFrancesco Lazzeri intitolato "Sionismo e naz
	ismo facce della stessa medaglia".\nAl di là dell'essere d'accordo o contr
	ari con i contenuti del libro (e\nnecessario sarebbe leggerlo prima di pot
	er affermare accordo o contrarietà)\, è\ninaccettabile quanto avvenuto per
	ché ricorda precisamente i tempi della censura\nfascista e dei roghi di li
	bri da parte dei nazisti. Quello che pian piano si è\nandato delineando è 
	il divieto di criticare lo Stato di Israele. La torsione più\nrecente e pi
	ù grave in questo senso è la proposta in Parlamento del DDL 1627\,\npiù co
	munemente definito "DDL antisemitismo". Il nocciolo centrale e\npreoccupan
	te di questo disegno di legge è l'equiparazione della critica ad\nIsraele\
	, e quindi dell'antisionismo\, ovvero una critica ad atti e fatti\npolitic
	i\, all'antisemitismo che ovviamente non appartiene né a noi né alla\ntota
	lità delle organizzazioni\, dei collettivi\, delle persone di sinistra che
	 in\nquesti anni si sono mobilitate in solidarietà con il popolo palestine
	se. Con la\nrepressione del dissenso è chiaro che i politici filo-sionisti
	 del nostro Paese\nvogliono limitare l'agibilità politica della solidariet
	à con la Palestina.\n\n
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	<p></p><p>Ne parliamo con</p><ul><li><p>Coordinamento di solidarietà con i
	l popolo palestinese</p></li><li><p><a target="_blank" href="https://nelmi
	rino.tracciabi.li">Nel mirino</a>, campagna contro le sanzioni Usa, per un
	 Internet libero dalle ingerenze, per la libertà di dissenso (a partire da
	lla sanzione contro il collettivo Autistici/Inventati)</p></li><li><p>Geor
	ge Ibrahim Abdallah, progioniero politico libanese</p></li></ul><p>Interve
	nti video di Supernova, rivista marxista-leninista francese</p><p>giovedì 
	8 ottobre alle ore 18 allo spazio culturale La Comune Prenestina, via Pren
	estina 320 bis (accanto al benzinaio IP)</p><p>-------------</p><p>Da qual
	che anno a questa parte stiamo assistendo, in tutto il mondo occidentale, 
	ad una crescente deriva repressiva fatta di censure e leggi che restringon
	o le possibilità di dissenso. <br>Può sembrare un paradosso, ma proprio i 
	Paesi che da almeno 80 anni si fregiano di essere la culla della democrazi
	a stanno marciando a tappe forzate verso il restringimento autoritario del
	la libertà di parola, di opinione, di espressione e di manifestazione. Tra
	 l'altro, questo restringimento non lo si può neanche imputare solo ed esc
	lusivamente all'onda nera fascista che si alza contemporaneamente in Nord 
	America, nell'Est e nell'Ovest del continente europeo: spesso le opere e l
	e leggi di censura vengono fatte da partiti socialdemocratici che, in teor
	ia, dovrebbero essere a favore delle libertà civili e politiche.<br>A cosa
	 ci riferiamo nello specifico?<br>Solo pochi giorni dopo l'invasione dell'
	Ucraina da parte delle truppe russe, il 24 febbraio del 2022, in tutti i P
	aesi dell'alleanza euro-atlantica si fece largo una propaganda che non si 
	limitó alla denuncia della guerra ma andò ben oltre, accompagnando le sanz
	ioni economiche con l'esclusione di squadre e sportivi russi e bielorussi 
	dalle competizioni internazionali. Ai partiti atlantisti e ai gruppi di in
	teresse non bastava, perché credevano che soffiare sul fuoco di un odio an
	ti-russo avrebbe reso più giustificabili le spese militari a sostegno dell
	'Ucraina e l'aumento dei costi energetici per via del blocco all'importazi
	one di gas russo. Iniziò, dunque, una vera e propria propaganda anti-russa
	, fatta di divieti di svolgere persino opere teatrali o musicali composte 
	da artisti e intellettuali russi del secolo scorso che nulla hanno a che v
	edere con la guerra odierna. L'obiettivo era scatenare la paura dei russi,
	 per creare un nemico esterno contro cui mobilitare le masse italiane ed e
	uropee.<br><br>Al di là dell'Atlantico Trump, in preda a manie anticomunis
	te molto simili a quelle di McCarthy negli anni '50, ha prima emesso l'Ant
	ifa ban, cioè un goffo tentativo di illegalizzare la non-organizzazione Az
	ione Antifascista, poi operato per far chiudere le attività di Autistici/I
	nventati, rei di ospitare sui propri server collettivi della "galassia Ant
	ifa".<br>Mettiamo in fila questi avvenimenti perché ci sembra doveroso met
	tere a fuoco la torsione autoritaria in corso nei sistemi "democratici" oc
	cidentali. Torsione che, oltre a misure materiali di sempre maggiore sfrut
	tamento, punta dritto al cuore delle libertà civili e politiche. L'obietti
	vo secondo noi è chiaro: reprimere internamente il dissenso contro le poli
	tiche neoliberiste e allo stesso tempo per eliminare possibili sacche di o
	pposizione alla Guerra mondiale che l'Occidente capitalista sembra ormai p
	ienamente intenzionato a combattere nel prossimo futuro.<br>A partire da q
	ueste riflessioni abbiamo voluto organizzare un'iniziativa di dibattito a 
	più voci: analizzeremo il "DDL antisemitismo" con un compagno del Coordina
	mento solidarietà con il popolo palestinese, avremo i contributi di George
	s Ibrahim Abdallah (prigioniero politico libanese recluso per 40 anni nell
	e carceri francesi) e dei compagni marsigliesi della rivista Supernova (co
	lpiti anche loro per la solidarietà alla Palestina) e dei compagni che ani
	mano la campagna a sostegno di Autistici/Inventati.<br>Ci vediamo giovedì 
	8 ottobre alle ore 18 allo spazio culturale La Comune Prenestina (via Pren
	estina 320 bis).</p><p>Dopo il 7 ottobre 2023 il conflitto in Palestina ha
	 reso ancora più evidente la contraddizione che interessa la democrazia. P
	rima è stato fatto un lavoro mediatico di racconto delle azioni palestines
	i come atti terroristici, con il duplice obiettivo di delegittimare da un 
	lato il sacrosanto diritto del popolo palestinese di lottare per la propri
	a autodeterminazione e per la propria terra, e dall'altro di coprire e giu
	stificare il genocidio perpetrato dallo Stato sionista. In seguito c'è sta
	ta una sequela di divieti e proibizioni, come l'uso della bandiera palesti
	nese nelle manifestazioni in Germania, o la richiesta all'editrice "Sensib
	ili alle foglie" di cancellare dal proprio sito il libro di Francesco Lazz
	eri intitolato "Sionismo e nazismo facce della stessa medaglia". Al di là 
	dell'essere d'accordo o contrari con i contenuti del libro (e necessario s
	arebbe leggerlo prima di poter affermare accordo o contrarietà), è inaccet
	tabile quanto avvenuto perché ricorda precisamente i tempi della censura f
	ascista e dei roghi di libri da parte dei nazisti. Quello che pian piano s
	i è andato delineando è il divieto di criticare lo Stato di Israele. La to
	rsione più recente e più grave in questo senso è la proposta in Parlamento
	 del DDL 1627, più comunemente definito "DDL antisemitismo". Il nocciolo c
	entrale e preoccupante di questo disegno di legge è l'equiparazione della 
	critica ad Israele, e quindi dell'antisionismo, ovvero una critica ad atti
	 e fatti politici, all'antisemitismo che ovviamente non appartiene né a no
	i né alla totalità delle organizzazioni, dei collettivi, delle persone di 
	sinistra che in questi anni si sono mobilitate in solidarietà con il popol
	o palestinese. Con la repressione del dissenso è chiaro che i politici fil
	o-sionisti del nostro Paese vogliono limitare l'agibilità politica della s
	olidarietà con la Palestina.</p><p></p>
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