FUCK REMIGRATION - Assemblea Cittadina
Il prossimo 13 giugno i fasciotrumpiani di tutta Italia saranno a Roma per chiedere la deportazione forzata di milioni di persone razzializzate, individualità migranti sia di prima che di seconda generazione: milioni di studenti e lavoratrici, sia nate in Italia che fuori, con l'unica "colpa" di non essere considerate bianche. Dopo il flop di Milano, la coalizione Epstein ci riprova nella capitale: la chiamano "remigrazione", ma è di fatto la proposta di istituire una polizia politica sul modello dell'ICE statunitense, che ha dilaniato la società americana, la sua popolazione lavoratrice, generando traumi, violenze e conflitti.
La remigrazione, preserntata come un'idea di "buon senso" è una proposta totalmente ideologica, incapace di governare i fenomeni collegati alla marginalità sociale e i flussi migratori e oggi rappresenta il punto di contatto e di coagulo politico tra l'estrema destra suprematista e le destre mainstream. In Italia sta diventando l'agenda condivisa tra i gruppi neofascisti e il governo Meloni, nonostante le lotte di fazione che si profilano all'interno di quel mondo. La proposta e lo slogan della remigrazione propongono un modello di società fondato sullapartheid razziale e lo sfruttamento di classe.
Il 13 giugno arriva proprio quando I'ltalia si trova a ratificare il DDL Immigrazione, e l'Unione Europea, grazie all'alleanza tra Popolari e destre estreme, ha demolito il diritto d'asilo aprendo a deportazioni di massa e un'ulteriore esternalizzazione delle procedure di rimpatrio e carcerazione amministrativa delle persone migranti. Il fronte interno del regime di guerra passa non solo nell'impoverimento delle nostre condizioni materiali di vita e nel crescente investimento in armi, ma anche in un'ulteriore torsione autoritaria, nazionalista e razzista della nostra società.
Questa operazione ideologica viene raccontata come una possibilità economica: togliere soldi all'accoglienza per aumentare la spesa sociale per gli italiani. Ma le forze politiche di governo che sostengono questa proposta razzista nel frattempo investono miliardi per la costruzione dei lager chiamati CPR qui o in Albania come in Libia, per il riarmo e le guerre, per il controllo sociale, che potrebbero essere invece utilizzati per scuole, università, case popolari, sanità pubblica, consultori, centri antiviolenza, servizi pubblici.
Quello stesso giorno a Roma è prevista la sfilata dei Pro Vita, la lobby ultra cattolica e tradizionalista che vuole impedire la libertà di autodeterminazione delle donne e di tutte le soggettività non etero normate, che vuole cancellare il diritto all'aborto e cancellare i diritti che milioni di persone stanno ancora lottando per conquistare appieno nella nostra società. Crediamo che la battaglia del movimento transfemminista contro la violenza dell'agenda Pro Vita è la nostra stessa battaglia.
La generazione Gaza ha dimostrato in questi anni di sapersi mobilitare, in termini radicali ma concreti, conflittuali ma comprensibili, dando un nuovo senso agli ideali di solidarietà. Ha riempito centinaia di volte, e in milioni di persone, le piazze del paese; ha contribuito alla sconfitta del governo Meloni al referendum sulla riforma della giustizia; ha rinnovata l'aria stantia dei circuiti politici della protesta. La generazione Gaza troverà anche questa volta le forme per impedire che in ltalia possa organizzarsi una forza politica neofascista costruita sulla pelle delle persone razzializzate e migranti.
Chiediamo a tutte le forze politiche e sociali, al mondo della cultura, dello spettacolo, della formazione, di attivarsi per impedire la provocazione di una manifestazione fascista nel cuore della capitale del paese.
Ognun di noi deve fare la sua parte!
📅 Ci vediamo giovedi 21 maggio alle ore 17:00 aula Calasso della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza per una grande assemblea pubblica, per capire insieme le forme e i modi per impedire questa marcetta su Roma.