Senza non si può
Senza trenino non si può stare. Sono passati più di due mesi da quando le corse della tratta Termini-Centocelle si sono interrotte, e abbiamo già imparato bene cosa significa. E non parliamo solo di un’icona storica per tutto un quadrante di Roma, un vero e proprio monumento su rotaia la cui memoria viene cancellata come se nulla fosse.
Parliamo di attese interminabili alle fermate degli autobus: 20 minuti, 30 minuti, 40 minuti prima di poter scorgere un convoglio all’orizzonte. Parliamo di mezzi ATAC strapieni in cui è impossibile entrare a meno di ingaggiare lo scontro fisico con gli altri incolpevoli passeggeri. Una volta entrati, sperare inutilmente di rimediare un cantuccio dove almeno poter respirare schiacciati tra corrimano in plastica, corpi sofferenti, gomiti, urla e spintoni.
Il normale tragitto che da casa ti portava a scuola o a lavoro trasformato in un’agghiacciante bolgia umana su ruote perennemente ostaggio del traffico. I tempi duplicati, triplicati, quadriplicati. Un intero quartiere da cui è diventato impossibile spostarsi e a cui è impossibile tornare. Il tutto mentre attendiamo una nuova linea tranviaria di cui ancora non si conoscono le tempistiche esatte, e che nella migliore delle ipotesi verrà inaugurata tra quattro lunghi anni.
Ecco: quattro anni di inferno non possiamo sostenerli. Le soluzioni fin qui vagheggiate hanno il sapore della presa in giro. Rafforzare il 105 non basta: cosa mai risolverebbe una fila di grossi autobus eternamente bloccati nel traffico, se non – per paradosso – a produrre più traffico ancora? Le alterrative ‘creative’ (navette limitate, dirottamenti forzati sulla linea C, sempre evocata manco fosse una bacchetta magica) sono le fantasie di gente che evidentemente su via Casilina non c’è mai stata, e che Torpignattara non sa nemmeno dove sta sulla mappa.
Abbiamo bisogno di risposte concrete, ora e subito: vogliamo tornare a poterci muovere in una città a cui diamo tutto e che ci sta ripagando in questo modo. Rivendichiamo il diritto a spostarci senza che questo si traduca in un’impresa disperata. Vogliamo soluzioni reali al problema della mobilità nel nostro quadrante. Ci vengono prospettati interi anni senza trenino, e noi sappiamo bene che… Senza non si può!
Domenica 17 maggio ore 17:00 Largo Bartolomeo Perestrello