Presidio per il Patto Territoriale

Case, trasparenza, non emergenza: le richieste del Patto Territoriale

Riunite presso la Casa del Popolo Giuseppe Valarioti a Rosarno, giovedì 21 maggio 2026, le organizzazioni sindacali e sociali nonché la pluralità di soggetti aderenti al Patto Territoriale si sono confrontati in merito alla situazione dei lavoratori migranti nella Piana di Gioia Tauro e all'attuazione del piano che dovrebbe portare allo sgombero dell'insediamento informale di San Ferdinando a inizio luglio. Desta infatti preoccupazione la mancanza di informazioni puntuali sulle modalità con cui verrà effettuato lo smantellamento dell'insediamento sorto in seguito all'ennesimo intervento istituzionale realizzato con modalità emergenziali e poi abbandonato, ma anche sui criteri e le forme di intervento per dare risposta ai bisogni dei diversi soggetti interessati: gli attuali occupanti e residenti dell'insediamento e i lavoratori che torneranno in autunno per le operazioni di raccolta stagionale. Non sono note le modalità e le responsabilità con cui verrà organizzata la distribuzione tra gli alloggi di Rosarno, da anni in stato di abbandono, con grave danno per la collettività, e il cosiddetto "borgo sociale" di contrada Russo a Taurianova, il campo container collocato al di fuori del centro abitato; nè il ruolo e l'organizzazione del progetto "fattoria solidale", finanziato attraverso 4 milioni di euro di fondi del decreto Caivano-bis.

Trasparenza, condivisione e partecipazione reale sono state invocate attraverso comunicazioni e richieste ufficiali, al fine di informare nei modi e i tempi più opportuni la popolazione locale, a garanzia del benessere collettivo e della convivenza pacifica, la vivibilità e l'immagine del territorio purtroppo compromessa a livello nazionale e internazionale, per valutare la sostenibilità degli interventi nel lungo periodo e l'utilizzo efficace e congruente di fondi pubblici, per rassicurare i lavoratori rispetto alla tutela dei diritti, le imprese rispetto alla soddisfazione dei bisogni di manodopera in modo regolare e dignitoso. Il territorio sconta i limiti e i danni di interventi e politiche che non solo non hanno saputo dare risposta all'inserimento socio-lavorativo, ma hanno contribuito a sfruttamento, marginalizzazione, isolamento e precarizzazione dei lavoratori, alimentando anche tensioni sociali e neppure hanno supportato nei modi necessari l'agricoltura in crisi del territorio. Deve essere chiaro che noi non siamo per il "superamento" ma per la cancellazione della logica che produce ghetti come quello di San Ferdinando. Ci preoccupa che, nonostante si parli di percorsi condivisi, realtà impegnate nell'assistenza attiva ai migranti della Piana da troppi mesi non vengono più coinvolte. Portando avanti questo nuovo sgombero tra decreti commissariali e decisioni prese tra pochi in stanze chiuse ci pare che la strada sia quella nefasta già vista in questi decenni. L'abitare dignitoso e inclusivo può essere garantito attraverso case inserite nel tessuto cittadino, servizi e infrastrutture di mobilità condivisi e sicuri, interventi integrati per la collocazione al lavoro e la sostenibilità del sistema agroalimentare territoriale. L'emergenza non aiuta il territorio e non può essere più tollerata.

Alla luce di queste riflessioni, è indispensabile il confronto con tutti i soggetti interessati, a partire dai lavoratori e dalla collettività. Per questo è convocato un presidio per giovedì 4 giugno a Reggio Calabria, alle ore 18,00.

in 11 days
Reggio Calabria, RC
Reggio Calabria, RC
https://camifa.net/event/presidio-per-il-patto-territoriale
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