Presentazione libro "Migranti e repressione"
Il Patto Territoriale costituitosi come unione di una pluralità di soggetti tra i quali di singole persone, associazioni ed enti si basa sul rispetto dei diritti e della dignità di chiunque, a prescindere dall’orientamento di genere, dalla confessione religiosa, dalla cultura o dal Paese di appartenenza, si trovi nel territorio della Piana di Gioia Tauro, rivendicando il riconoscimento del diritto all’abitare per tutte/i, senza distinzione alcuna tra nuova popolazione e quella autoctona nella prospettiva di un nuovo modo di “essere comunità” resistente e resiliente. Contrastando lo spopolamento e impoverimento della Calabria, il Patto Territoriale mira a costruire politiche abitative per combattere la logica della separazione e della ghettizzazione della forza lavoro - nello specifico, quella rappresentata da lavoratori braccianti migranti stagionali - in luoghi separati dalle città, sia perché contraria a ogni diritto e dignità umana, sia perché chiaramente insostenibile dal punto di vista economico, sia per le tensioni sociali e i nefasti processi che genera.
Opponendosi alla logica estrattiva dell’agro-bussiness, il patto richiama alla responsabilità sociale le imprese rispetto all’accoglienza e all’insediamento dignitoso dei lavoratori. Rivendica, altresì, filiere trasparenti in grado di garantire un prezzo equo dei prodotti al fine di favorire politiche dell’abitare dignitoso, trasporti e per i servizi essenziali sul territorio, orientandosi così come strumento di contrasto a tutto ciò che può costituire affrancamento della forza lavoro straniera rispetto allo sfruttamento.
In questa cornice ben si inserisce il libro dell’ autore Maurizio Alfano “ Migranti e Repressione” che verrà presentato nel corso della serata e che è strumento interpretativo di tutta una serie di logiche e passaggi di natura sociale e giuridica sul quale il Patto Territoriale lavora all’interno del territorio della piana di Gioia Tauro. A seguire morzello solidale, costo della cena ( 1 morzello più vino) 15 euro di cui 5 andranno alla cassa di resistenza per lo sciopero dei braccianti che si sta tentando di costruire