Cineforum: la Resistenza nel cinema italiano " Due lettere anonime"

Cineforum la Resistenza nel cinema italiano   " Due lettere anonime"

La Resistenza nel cinema italiano

Due lettere anonime (Mario Camerini, 1945)

Tutti i registi considerati maestri del neorealismo, Rosselini, De

Sica, Visconti in primis, erano stati già attivi durante il fascismo,

anche con discreto successo. Lo stesso vale per attrici e attori già

celebri negli anni trenta e quaranta, "riciclati" al servizio della

nuova causa: basti ricordare la coppia Magnani - Fabrizi che già

compare in commedie preneorealiste ben prima di Roma città aperta, o

allo stesso De Sica attore. Il regista che contribuì in maniera

determinante al "divismo" del De Sica attor giovane, fu Mario Camerini,

già tra i maggiori registi italiani fra le due guerre, con titoli di

grande successo come Il signor Max, gli uomini che mascalzoni, Grandi

magazzini, che lo collocano certamente fra i precursori del neorealismo.

Quindi quando Camerini, nel 1945, nel mutato clima politico (scelta ben

meditata? Mero opportunismo? Probabilmente lo stesso discorso potrebbe

valere anche per gli altri...) dirige Due lettere anonime, non ha da

apprendere nulla in quanto a nuovo linguaggio cinematografico. Anche la

scelta come protagonista della "diva' anteguerra Clara Calamai (celebre

per il fugace nudo ne La cena delle beffe di Blasetti) non si discosta

molto da scelte analoghe di un Rossellini o di un Visconti. Ovviamente

Camerini mantiene uno stile personale assolutamente riconoscibile, per

cui la vicenda di Gina, al centro di tragiche vicende di delazioni,

tradimenti, doppiogiochismi che si intrecciano con la cronaca recente

della fine della guerra, assume spesso i toni del melodramma popolare.

Questo non impedisce all'autore e all'attrice di creare un personaggio

di donna credibile, al di là dei ruoli spesso stereotipati in cui

venivano relegati i personaggi femminili, anche nei maggiori esponenti

del neorealismo. Non abbiamo nel nostro cinema, almeno fino agli anni

settanta, film in cui una donna partigiana è davvero una protagonista

della Resistenza. Anche per questo il film andrebbe riscoperto e

rivalutato.

Da una vicenda realmente accaduta, Camerini ha tratto lo spunto di

questo film in cui si apprezza maggiormente il ritmo sciolto e piacevole

che una apprezzabile forma drammatica. E' la storia di una giovane

operaia, Gina, durante l'ultimo periodo degli avvenimenti bellici del

'43-44. Ella lavora presso una tipografia. Un tipografo, suo amante,

dopo l'arrivo dei nazisti, è diventato il capo dell'azienda. Gina,

però, è una giovane partecipe dei problemi del momento e con dei

giovani,

appartenenti ad una organizzazione clandestina della resistenza, si

interessa attivamente dei nuovi eventi. Fra i giovani c'è anche un suo

ex fidanzato. Un giorno, Gina, tramite due lettere anonime viene a

sapere che il suo amante è una spia tedesca. Questi comunica ai nazisti

i nomi dei partigiani...

Nonostante la grande interpretazione della Calamai, fu premiato Andrea

Checchi, nel ruolo del partigiano tradito. Anche al cinema, le donne

partigiane evidentemente erano preferite in ruoli defilati...

Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cantare,

suonare...

Appuntamento mercoledì 29 aprile alle ore 19:00 in Via Vettor Fausto

3,

Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale)

Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio

gruppobakunin@federazioneanarchica.org

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