Cineforum gruppo Bakunin "I due mondi di Charly" di Ralph Nelson
Cineforum garbatella
23 settembre
I due mondi Charly 1968 di Ralph Nelson
Fiori per Algernon (Flowers for Algernon), dello scrittore americano Daniel Keyes, è un racconto breve che si aggiudicò il premio Hugo, pubblicato nel 1959 sulla rivista pulp The Magazine of Fantasy & Science Fiction. Qualche anno più tardi, nel 1966, ampliato e trasformato in un romanzo omonimo, vinse anche il premio Nebula.
Nel 1968 Fiori per Algernon è diventato un film, I Due Mondi di Charly (Charly), diretto da Ralph Nelson, autore impegnato in difesa delle minoranze e nella lotta contro i pregiudizi (due anni più tardi sua fu la regia Soldato Blu).
La trasposizione elimina gli episodi più cupi del romanzo, restandone fedele solo a tratti. Affidandosi alla sceneggiatura di Stirling Silliphant, il film lascia immaginare il doloroso passato del protagonista, facendoci conoscere un uomo fragile ma ottimista; Charly è a suo modo autosufficiente, vive in una squallida pensione, lavora in un panificio, spesso è oggetto di beffe, eppure sogna di migliorarsi, e per farlo frequenta le scuole serali. L’unico elemento fantastico della vicenda, la miracolosa operazione, viene liquidato in poche sequenze.
L’intelligenza non fa altro che renderlo ancor più emarginato.
La pellicola in realtà edulcora l’epilogo, ma la scelta di un finale meno amaro nulla toglie al forte senso di critica rivolta al mondo della scienza: i medici mostrano ben pochi scrupoli morali, preoccupati come sono di vincere premi e guadagnarsi sovvenzioni o celebrità. Trattano i minorati con sufficienza, interessandosi a loro solo quando intravedono la possibilità di mettersi in luce compiendo esperimenti rischiosi. C’è poca differenza tra il giovane ebete e le cavie del laboratorio: tutti sono soggetti sacrificabili. I miracoli compiuti in nome della scienza hanno costi elevati, spesso taciuti per convenienza: la massa ignorante deve solo credere nello sconfinato potere della medicina, e foraggiare la ricerca, senza porsi domande etiche.
Il mito del progresso viene demolito dal film di Nelson, che ridefinisce il concetto di felicità e condanna i test di intelligenza, spesso fuorvianti e inadatti a misurare le vere abilità degli individui. Nel caso del protagonista sono inutili torture: la sua disabilità è evidente (ha una memoria molto labile, parla stentatamente, appare goffo nei movimenti, legge e scrive con fatica), ma nessuna scala può misurare il suo ottimismo, la sua forza di volontà, l’autodisciplina nel condurre una vita autonoma. La psicologia e le neuroscienze si rivelano incapaci di stabilire cosa sia veramente l’intelligenza. La medicina dona false speranze e fallisce clamorosamente. L’ex minorato aveva creduto di poter testimoniare al mondo intero il successo della cura, si era fatto paladino di tutti gli uomini afflitti da disabilità mentali, ma giunge poi alla consapevolezza dell’avvilente destino che lo attende, e finisce col profetizzare un domani popolato da televisori e un’umanità infelice oppressa da nuove armi, guerre e discriminazioni.
Ralph Nelson sfrutta una trama molto esile, tutta intimista, poco ‘fantascientifica’ e poco spettacolare, per dare voce alla contestazione. L’attacco colpisce le vane promesse della scienza, la psicologia che inquadra le persone come se fossero oggetti da catalogare. Lo stesso sistema educativo è sotto accusa: il nozionismo è sorpassato e anche i metodi della nuova pedagogia deludono. La cultura genera uomini infelici, quando si declina in un sapere specialistico e mette da parte la maturazione globale della persona. Né gli eccessi degli hippy e dei motociclisti offrono di meglio: non basta contestare i valori tradizionali per trovarne un’alternativa.
Il regista Elio Petri e Marcello Mastroianni tentarono a lungo di acquistare i diritti del romanzo ma si accorsero che erano direttamente in mano a Cliff Robertson, che non aveva nessuna intenzione di cederli, allora dirottarono il loro interesse sul racconto La settima vittima di Robert Sheckley, da cui trassero il film La decima vittima.
Riconoscimenti:Premio Oscar 1969 al miglior attore Cliff Robertson.
Golden Globe 1969per la migliore sceneggiatura.
National Board of Review Awards 1968 al miglior attore Cliff Robertson.
PORTA E CONDIVI CIO' CHE VUOI MANGIARE/BERE.
Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cantare, suonare...
Appuntamento mercoledì 23 settembre ore 19 (ora solare di Garbatella),in Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale).
Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio.
gruppobakunin@federazioneanarchica.org
in 2 days
Spazio Anarchico Vettor Fausto
Via Vettor Fausto 3