
La fantascienza all'italiana, nel cinema, ha avuto sempre caratteri di
originalità specifica, sia quando si trattava di mimare il genere
popolare americano degli anni cinquanta - sessanta (in cui si
cimentarono nomi del calibro di Bava) sia quando si trattava di creare
prodotti "casarecci" in fine settanta primi ottanta sulla scia dei
successi di Guerre Stellari o del post apocalittico in stile Fuga da New
York. Per questo il cinema di genere in Italia pullula di titoli che
sono assurti allo status di veri e propri cult: film come Il disco
volante di Brass, o il seminale L'ultimo uomo della terra, con Vincent
Price, o come questo La decima vittima di Elio Petri. Non è casuale che
la sceneggiatura sia stata scritta (da Tonino Guerra) con Ennio Flaiano,
già autore di quel Marziano a Roma che tramite il genere del racconto
fantascientifico metteva alla berlina con disincanto la società del
boom economico. Tratto da un classico della fantascienza anglosassone,
La settima vittima di Robert Sheckley, racconta un futuro distopico in
cui la violenza e il crimine sono stati messi sotto controllo da un
grande gioco di massa in cui delle vittime e dei carnefici, abbinati
casualmente da un computer, devono tentare di farsi fuori a vicenda. Il
tutto in diretta tv, con tanto di spot pubblicitari a interrompere gli
omicidi. Il film anticipa altri classici successivi in cui lo sport, o
il gioco, diventa sfogo di massa per esorcizzare la violenza sociale
(vedi per esempio Rollerball, o Existenz, o titoli trash come I
gladiatori dell'anno 3000 con le conseguenti derive "nostrane").
Protagonisti nel ruolo della vittima e della cacciatrice, di quella che
si può definire una commedia all'italiana fantapolitica, è un
disincantato Mastroianni in inedita acconciatura biondo ossigenato, e
una algida Ursula Andress molto Bond girl. Immersi in un mondo pop che
oggi risulta familiare in maniera fin troppo inquietante, in una Roma
che è già solo uno sfondo per campagne pubblicitarie di anonime e
spietate multinazionali, ci si può ancora permettere, nel 1965, di non
prendersi troppo sul serio e di usare l'arma dell'ironia e della satira.
Petri, successivamente, virerà verso toni decisamente più cupi.
Interpreti che si divertono nei loro ruoli, e si vede. Nel cast anche
Salvo Randone e Elsa Martinelli.
Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cantare,
suonare...
Appuntamento mercoledì 3 giugno al tramonto (ora solare di Garbatella),
in Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal portone e scendere le
scale).
Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio.
gruppobakunin@federazioneanarchica.org