Abolire lo stato di cose presente

Abolire lo stato di cose presente

Come ci insegna Rachele Borghi, l'oppressione non finisce laddove la riconosciamo e decostruiamo, ma quando iniziamo ad agire diversamente, prendiamo coscienza dei nostri privilegi e ruoli sociali e costruiamo nuove prassi che non riproducono i rapporti di dominazione che ci sono stati assegnati e che interiorizziamo. È con questa consapevolezza che rifletteremo su cosa significa parlare di decentramento del potere e responsabilità collettiva, dove stanno i rischi di perpetuare dinamiche oppressive anche quando pensiamo di esserci decostruit3 e qual è il ruolo del consenso come metodo politico e all'interno delle nostre relazioni.

In questo momento storico, in cui col nuovo DDL Bongiorno si vogliono cancellare le complessità dei rapporti di dominazione e si rinuncia completamente alla responsabilità collettiva, riconoscere e abbracciare il consenso nelle sue diverse sfaccettature è un posizionamento politico – significa posizionarsi e reagire contro l'oppressione che subiamo e che troppo spesso agiamo senza neanche rendercene conto.

Parteciperanno alla discussione Laura Corradi (sociologa del corpo e scholar-activist), Martina Millefiorini (Clinica legale Roma Tre), Erica Lombardi (Mag6 Roma), Casa delle donne* Lucha Y Siesta.

Lunedì 27 aprile, ore 19:00, Zazie nel Metrò

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Zazie nel metrò
Via Ettore Giovenale 16, Roma
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