Abolire lo stato di cose presente
In quest'epoca di guerra e genocidio i governi europei e quello italiano stanno riarmando le società. Di fronte all'evidente diniego dei popoli a partecipare alla violenza organizzata, partendo dalle scuole, cercano di formare una generazione che sia pronta a fare da carne da macello per gli interessi della finanza, dei produttori di armi, degli sfruttatori delle terre rare e degli speculatori immobiliari che si arricchiscono sulle ricostruzioni di città e villaggi martoriati dai conflitti in corso. L'armamentario previsto dalla finanziaria di guerra servirà anche e soprattutto a reprimere i conflitti sociali che si stanno ripetendo sempre più drammatici in un Europa sempre più decadente economicamente e sempre più marginale nelle dinamiche geopolitiche mondiali.
Neoliberismo, finanzcapitalismo, militarizzazione, guerra e criminalizzazione del conflitto sono i fili diversi di una stessa trama autoritaria. Lo mostrano bene Osservatorio Repressione e Volere la Luna in "Questo libro è illegale. Contiene parole che insidiano la sicurezza" - un libro che insidia la sicurezza dello stato di cose, che ragiona sulle parole dell'oppressione e della resistenza, che ci aiuta a conoscere per invitarci ad agire.
Lunedì 1 dicembre ore 19 da Zazie nel metrò. Per la rassegna "Abolire lo stato di cose presente".
Discussione sul tema Scuola di guerra. Su e contro la militarizzazione a partire dal libro di Osservatorio Repressione e Volere la Luna "Questo libro è illegale. Contiene parole che insidiano la sicurezza". Partecipano alla discussione Giovanni Russo Spena, giuristi democratici, Osservatorio repressione, Ludovico Basili, attivista, Osservatorio repressione, Roberta Leoni, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università.