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SUMMARY:Sabotiamo Guerre e Patriarcato - Corteo Nazionale
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DESCRIPTION:Sabotiamo guerre e patriarcato. Facciamo salire la marea!\n\nIn
	 un paese che si prepara al riarmo approfondendo disuguaglianze e\ndiscrim
	inazioni\, la violenza patriarcale diventa programma di governo ed è\nnorm
	alizzata dalla produzione ossessiva di misure e leggi misogine e\ntransfob
	iche.\nI dati dell’Osservatorio di Non Una di Meno registrano\, tra gli al
	tri dati\, 78\nfemminicidi\, 3 suicidi indotti di donne\, 2 suicidi indott
	i di due ragazzi trans\,\n1 suicidio indotto di una persona non binaria\, 
	1 suicidio indotto di un ragazzo\nma\, come sappiamo\, questi numeri\, di 
	per sé eloquenti\, non danno la misura di\nquel quotidiano sommerso e stru
	tturale della violenza. L’approccio punitivista\nscelto dal Governo è pura
	 propaganda da cui non farsi incantare: mentre mostra\nil pugno di ferro c
	on l’ergastolo per i colpevoli di femminicidio\, attacca i\ncentri antivio
	lenza\, la loro storia politica femminista\, le pratiche e le\nmetodologie
	 per la fuoriuscita e la prevenzione della violenza di genere.\n\nMentre i
	 media rilanciavano la notizia dell’ennesimo femminicidio\, la\nCommission
	e Cultura della Camera votava un disegno di legge che vietava\nl’educazion
	e sessuale anche alle scuole medie e la subordina al consenso dei\ngenitor
	i negli istituti medi superiori\, svuotando la scuola pubblica di un ruolo
	\neducativo insostituibile nella diffusione della cultura del consenso e d
	elle\ndifferenze. Questa la fotografia del momento\, al di là di ogni ipoc
	risia\npropagandistica o di piccoli dietrofront.\nViolenze\, abusi e umili
	azioni fanno parte dell’educazione sentimentale dei\nmaschi italici da tem
	po – come testimoniano il gruppo facebook “Mia moglie” e i\nsiti Fika.net 
	[http://Fika.net] e Social Media Girls – eppure le indicazioni\nnazionali 
	di Valditara vanno proprio nella direzione di sdoganare la violenza\,\ndel
	 disciplinamento di studenti e docenti\, della militarizzazione dei saperi
	 e\ndella formazione\, di un approccio alla cultura bigotto e autoritario.
	 Si\naccompagnano alla stretta sui percorsi di affermazione di genere con 
	la Legge\nDisforia nella crociata ideologica antigender che colpisce in pa
	rticolare\ninfanzia e adolescenza.\n\nDa donne\, persone trans*\, precarie
	\, migranti paghiamo doppiamente il prezzo\ndella militarizzazione delle r
	elazioni\, della vita\, della società\,\ndell'economia.\nSiamo noi a pagar
	e il riarmo con i salari da fame\, il part time imposto e il\ntaglio del w
	elfare. La manovra finanziaria propaganda il sostegno alle famiglie\nma si
	 tratta di mance una tantum come il Bonus Mamme e di incentivi a tornare a
	\ncasa per curare figli e parenti senza alcun sostegno economico. Quando M
	eloni\nparla di famiglia e di natalità\, in realtà scarica altro lavoro gr
	atuito sulle\ndonne per compensare i tagli alla sanità e ai servizi social
	i.\n\nIn Italia sono più di 2 milioni le famiglie in povertà assoluta (con
	 più di 1\nmilione di minori)\, si è povere anche se si ha un lavoro\, i s
	alari sono i più\nbassi d’Europa\, non esistono tutele dal ricatto economi
	co\, molestie sul lavoro e\nstress mentale. In un Paese in cui cresce l’in
	tensità del disagio economico\, si\nsta configurando una legge di bilancio
	 “austera” e piuttosto “debole” in termini\ndi risorse\, che libera soldi 
	per il riarmo\, la difesa e la produzione di\narmamenti all’interno della 
	necessità di risanamento dei bilanci pubblici voluta\ndall’Europa.\n\nVivi
	amo in un momento storico in cui la guerra è diventata la regola dei\nrapp
	orti sociali. Nazionalismo e suprematismo sono le parole chiave della dest
	ra\nal potere che si riorganizza intorno a Trump. Si materializzano nella 
	loro forma\npiù brutale in Palestina\, mentre la guerra globale si accende
	 in decine di\nfocolai nel mondo dettando le condizioni di un potere econo
	mico predatorio e\nsenza argini.\nAbbiamo abitato\, a partire dal posizion
	amento transfemminista\, con rabbia e\ndesiderio le mobilitazioni contro i
	l genocidio e il disegno neo-coloniale che si\nsta dispiegando ancora oggi
	 in Palestina\, nonostante la finta “tregua”.\nNelle scorse settimane siam
	o state marea\, esondazione di corpi che si sono\nriappropriati dello stru
	mento dello sciopero generalizzato\, che hanno praticato\nblocchi diffusi\
	, che hanno espresso ostilità contro governi complici attraverso\ndiscorso
	 e pratiche radicali.\n\nDalla giornata del TDOR del 20 allo sciopero del 
	28 sarà di nuovo agitazione\npermanente. Occupiamo le piazze per bloccare 
	tutto e unire le lotte!\nIn uno scenario in cui paradigma genocidario e gu
	erra stanno cambiando il volto\ndell’economia\, del welfare e della produz
	ione\, pensiamo sia sempre più urgente\nribadire che la Palestina ci rigua
	rda\, che lottare per l’autodeterminazione dei\npopoli significhi lottare 
	per l’autodeterminazione dei nostri corpi e delle\nnostre vite\, a partire
	 dalle soggettività specifiche che ne sono maggiormente\ncolpite\, donne\,
	 giovani\, migranti\, precarie\, persone trans*\, queer\, non binarie\,\nl
	avoratrici.\n\nIl 22 novembre inondiamo le strade di Roma! il 25 novembre 
	cortei\, azioni e\niniziative in tutte le città.\n\nPer un'antiviolenza fe
	mminista e transfemminista\, finanziata e libera\ndall'ideologia punitivis
	ta e confessionale.\nPer una scuola libera da condizionamenti e diktat\, p
	er la libertà di ricerca e\ndi insegnamento\, per l'educazione sessuo-affe
	ttiva dalla scuola dell’infanzia\nall'università.\nContro la manovra finan
	ziaria. Noi la guerra non la paghiamo! Né complici né\nvittime della conve
	rsione bellica.\n\nPer il diritto all’autodeterminazione dei corpi e dei p
	opoli.
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	lire la marea!<br><br>In un paese che si prepara al riarmo approfondendo d
	isuguaglianze e discriminazioni, la violenza patriarcale diventa programma
	 di governo ed è normalizzata dalla produzione ossessiva di misure e leggi
	 misogine e transfobiche.<br>I dati dell’Osservatorio di Non Una di Meno r
	egistrano, tra gli altri dati, 78 femminicidi, 3 suicidi indotti di donne,
	 2 suicidi indotti di due ragazzi trans, 1 suicidio indotto di una persona
	 non binaria, 1 suicidio indotto di un ragazzo ma, come sappiamo, questi n
	umeri, di per sé eloquenti, non danno la misura di quel quotidiano sommers
	o e strutturale della violenza. L’approccio punitivista scelto dal Governo
	 è pura propaganda da cui non farsi incantare: mentre mostra il pugno di f
	erro con l’ergastolo per i colpevoli di femminicidio, attacca i centri ant
	iviolenza, la loro storia politica femminista, le pratiche e le metodologi
	e per la fuoriuscita e la prevenzione della violenza di genere.<br><br>Men
	tre i media rilanciavano la notizia dell’ennesimo femminicidio, la Commiss
	ione Cultura della Camera votava un disegno di legge che vietava l’educazi
	one sessuale anche alle scuole medie e la subordina al consenso dei genito
	ri negli istituti medi superiori, svuotando la scuola pubblica di un ruolo
	 educativo insostituibile nella diffusione della cultura del consenso e de
	lle differenze. Questa la fotografia del momento, al di là di ogni ipocris
	ia propagandistica o di piccoli dietrofront.<br>Violenze, abusi e umiliazi
	oni fanno parte dell’educazione sentimentale dei maschi italici da tempo –
	 come testimoniano il gruppo facebook “Mia moglie” e i siti <a target="_bl
	ank" href="http://Fika.net">Fika.net</a> e Social Media Girls – eppure le 
	indicazioni nazionali di Valditara vanno proprio nella direzione di sdogan
	are la violenza, del disciplinamento di studenti e docenti, della militari
	zzazione dei saperi e della formazione, di un approccio alla cultura bigot
	to e autoritario. Si accompagnano alla stretta sui percorsi di affermazion
	e di genere con la Legge Disforia nella crociata ideologica antigender che
	 colpisce in particolare infanzia e adolescenza.<br><br>Da donne, persone 
	trans*, precarie, migranti paghiamo doppiamente il prezzo della militarizz
	azione delle relazioni, della vita, della società, dell'economia.<br>Siamo
	 noi a pagare il riarmo con i salari da fame, il part time imposto e il ta
	glio del welfare. La manovra finanziaria propaganda il sostegno alle famig
	lie ma si tratta di mance una tantum come il Bonus Mamme e di incentivi a 
	tornare a casa per curare figli e parenti senza alcun sostegno economico. 
	Quando Meloni parla di famiglia e di natalità, in realtà scarica altro lav
	oro gratuito sulle donne per compensare i tagli alla sanità e ai servizi s
	ociali.<br><br>In Italia sono più di 2 milioni le famiglie in povertà asso
	luta (con più di 1 milione di minori), si è povere anche se si ha un lavor
	o, i salari sono i più bassi d’Europa, non esistono tutele dal ricatto eco
	nomico, molestie sul lavoro e stress mentale. In un Paese in cui cresce l’
	intensità del disagio economico, si sta configurando una legge di bilancio
	 “austera” e piuttosto “debole” in termini di risorse, che libera soldi pe
	r il riarmo, la difesa e la produzione di armamenti all’interno della nece
	ssità di risanamento dei bilanci pubblici voluta dall’Europa.<br><br>Vivia
	mo in un momento storico in cui la guerra è diventata la regola dei rappor
	ti sociali. Nazionalismo e suprematismo sono le parole chiave della destra
	 al potere che si riorganizza intorno a Trump. Si materializzano nella lor
	o forma più brutale in Palestina, mentre la guerra globale si accende in d
	ecine di focolai nel mondo dettando le condizioni di un potere economico p
	redatorio e senza argini.<br>Abbiamo abitato, a partire dal posizionamento
	 transfemminista, con rabbia e desiderio le mobilitazioni contro il genoci
	dio e il disegno neo-coloniale che si sta dispiegando ancora oggi in Pales
	tina, nonostante la finta “tregua”.<br>Nelle scorse settimane siamo state 
	marea, esondazione di corpi che si sono riappropriati dello strumento dell
	o sciopero generalizzato, che hanno praticato blocchi diffusi, che hanno e
	spresso ostilità contro governi complici attraverso discorso e pratiche ra
	dicali.<br><br>Dalla giornata del TDOR del 20 allo sciopero del 28 sarà di
	 nuovo agitazione permanente. Occupiamo le piazze per bloccare tutto e uni
	re le lotte!<br>In uno scenario in cui paradigma genocidario e guerra stan
	no cambiando il volto dell’economia, del welfare e della produzione, pensi
	amo sia sempre più urgente ribadire che la Palestina ci riguarda, che lott
	are per l’autodeterminazione dei popoli significhi lottare per l’autodeter
	minazione dei nostri corpi e delle nostre vite, a partire dalle soggettivi
	tà specifiche che ne sono maggiormente colpite, donne, giovani, migranti, 
	precarie, persone trans*, queer, non binarie, lavoratrici.<br><br>Il 22 no
	vembre inondiamo le strade di Roma! il 25 novembre cortei, azioni e inizia
	tive in tutte le città.<br><br>Per un'antiviolenza femminista e transfemmi
	nista, finanziata e libera dall'ideologia punitivista e confessionale.<br>
	Per una scuola libera da condizionamenti e diktat, per la libertà di ricer
	ca e di insegnamento, per l'educazione sessuo-affettiva dalla scuola dell’
	infanzia all'università.<br>Contro la manovra finanziaria. Noi la guerra n
	on la paghiamo! Né complici né vittime della conversione bellica.<br><br>P
	er il diritto all’autodeterminazione dei corpi e dei popoli.</p>
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