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SUMMARY:Mercoledì 15 luglio "I diavoli" al Cineforum Bakunin
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DESCRIPTION:Mercoledì 15 luglio proietteremo I DIAVOLI (Ken Russell\, 1971)
	\n\nNel lontano 1634 in una piccola cittadina francese avvenne il più famo
	so caso di\npossessione demoniaca di massa della storia. Da questi eventi 
	è stato tratto il\nlibro "I Diavoli Di Loudun" del britannico Aldous Huxle
	y\, da cui poi John\nWhiting si è ispirato per un dramma teatrale nel 1960
	. Solo un grande visionario\ncome Ken Russell poteva riprendere in mano qu
	este controverse vicende storiche\ntrasformandole in sconvolgente anarchia
	.\n\nDurante la prima metà del XVII° secolo il cardinale Richelieu – rista
	bilita la\npace dopo le guerre di religione – per consolidare il potere re
	gio\, invia il\nbarone di Laubardemont a Loudun con l’incarico di abbatter
	ne le fortificazioni.\nMa il prete Urbain Grandier (a cui sono stati confe
	riti pieni poteri fino\nall’elezione di un nuovo governatore) si oppone al
	la decisione di buttare giù le\nmura\, consapevole che questo sarebbe il p
	rimo passo per la completa revoca della\nlibertà e dell’autonomia cittadin
	a. Grandier è un uomo carismatico e\naffascinante\, piace alla gente così 
	come piace alle suore Orsoline di Loudun: il\nprete intraprende numerose r
	elazioni con le sue penitenti ma quando Madre Jeanne\ndegli Angeli (la sup
	eriora del convento) mette gli occhi su di lui\, la storia\nprende la pieg
	a di una contorta e morbosa ossessione.\n\nI Diavoli” (“The Devils”) è pur
	o isterismo e continua provocazione\, un film\ndiretto magistralmente da u
	n Ken Russell qui assolutamente ispirato. La messa in\nscena è barocca\, p
	oiché ogni inquadratura è appesantita da personaggi convulsi e\nscenografi
	e imponenti: possiamo toccare con mano uomini e oggetti che si\ncompattano
	 in una poltiglia fiammeggiante\, ecco che quindi ritorna il caos\ninteso 
	come liberazione edonistica in opposizione alle costrizioni spirituali.\nI
	l retaggio storico viene quindi fagocitato da un caleidoscopio di immagini
	\nricche di furiosa intensità\, come se ogni sequenza fosse il risultato d
	i una\nbomba appena esplosa. Questo continuo movimento mette in circolo un
	a rivoluzione\nben più attuale di una semplice testimonianza legata alla p
	ossessione\, motivo\nper il quale “I Diavoli” è da sempre considerato uno 
	dei titoli blasfemi per\neccellenza. Presentata a Venezia nel 1971\, la pe
	llicola fu accusata di volgarità\ne faziosità (scandalizzando buona parte 
	della critica)\, mentre pochi mesi dopo\narrivò puntuale il sequestro dall
	e sale cinematografiche italiane.\n\nQuello di Russell è un film sopra le 
	righe in tutto e per tutto: Oliver Reed è\nin stato di grazia\, Vanessa Re
	dgrave è sinuosamente inquietante\, “I Diavoli”\nsono praticamente dei ser
	penti velenosi pronti a morire pur di raggiungere il\nloro scopo. Che il g
	enere conventuale esploso durante gli anni settanta prenda\nspunto da ques
	ta pellicola è un dato di fatto\, ma quello di Ken Russell è un\nlavoro ch
	e si pone al di là della religione e di quattro suore in preda a oscuri\np
	ruriti sessuali. Con “I Diavoli” inoltre veniamo catapultati oltre la sogl
	ia\ndel dualismo bene contro male\, termini che si annullano a vicenda ass
	imilati da\nquesta spirale di inarrestabile perversione.\n\nIl piacere car
	nale\, la tortura\, il dolore\, la teatralità dei movimenti\, una\nlezione
	 fondamentale che ritroveremo dopo pochi anni nel linguaggio dei\nconnazio
	nali Derek Jarman (qui scenografo) e Peter Greenaway. Il primo più\nesibiz
	ionista ma anche capace di svolte intimiste\, il secondo invece eccentrico
	\ne intellettuale fino al midollo. “I Diavoli” è un passaggio obbligato pe
	r tutto\nil nostro amato cinema di confine: visionario\, iconoclasta\, qua
	si surreale\, un\nistinto anticonformista in cui il demonio fa quasi da sp
	ettatore\, sghignazzando\nsul materialismo dilagante di ogni individuo.\n\
	nPresentata a Venezia nel 1971\, la pellicola fu accusata di volgarità e f
	aziosità\n(scandalizzando buona parte della critica)\, mentre pochi mesi d
	opo arrivò\npuntuale il sequestro dalle sale cinematografiche italiane.\n\
	nLa versione restaurata contiene la celebre sequenza denominata "Lo stupro
	 di\nCristo"\, la quale fu motivo di grande scandalo all'epoca della prima
	 proiezione\na Venezia e\, per questo motivo\, completamente eliminata nel
	la versione uscita\ninizialmente nei cinema.\n\nAnche Albino Luciani\, nel
	 1971 Patriarca di Venezia e poi futuro Papa con il\nnome di Giovanni Paol
	o I\, criticò duramente il film\, dopo la sua proiezione alla\nMostra cine
	matografica\, in una lettera pastorale inviata ai fedeli della sua\ndioces
	i.\n\nPer noi resta un magnifica (a dir poco)pellicola.\n\nI fatti \, gli 
	scandali e abusi (conosciuti e non) sessuali della Chiesa\,restano\ndi fat
	to una realta' spesso documentata e taciuta talvolta\,di cui purtroppo le\
	nvittime non sono attori/ci e non fanno parte di un cast cinematografico.\
	n\nQuella stessa realtà che ha tentato e tenta di censurare film e' regist
	a e\nspettatore\, carnefice e crudele falsificatore.\n\n \n\nPORTA E CONDI
	VI CIO' CHE VUOI MANGIARE/BERE.\n\nDopo la proiezione si potrà dibattere\,
	 bere\, fare\, mangiare\, cantare\, suonare...\n\nAppuntamento mercoledì 1
	5 LUGLIO al tramonto (ora solare di Garbatella)\,in Via\nVettor Fausto 3\,
	 Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale).\n\nGruppo Anarchico
	 Bakunin\, F.A.I. Roma e Lazio.\n\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org 
	[gruppobakunin@federazioneanarchica.org]
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	(Ken Russell, 1971)</p><p>Nel lontano 1634 in una piccola cittadina france
	se avvenne il più famoso caso di possessione demoniaca di massa della stor
	ia. Da questi eventi è stato tratto il libro "I Diavoli Di Loudun" del bri
	tannico Aldous Huxley, da cui poi John Whiting si è ispirato per un dramma
	 teatrale nel 1960. Solo un grande visionario come Ken Russell poteva ripr
	endere in mano queste controverse vicende storiche trasformandole in sconv
	olgente anarchia.</p><p>Durante la prima metà del XVII° secolo il cardinal
	e Richelieu – ristabilita la pace dopo le guerre di religione – per consol
	idare il potere regio, invia il barone di Laubardemont a Loudun con l’inca
	rico di abbatterne le fortificazioni. Ma il prete Urbain Grandier (a cui s
	ono stati conferiti pieni poteri fino all’elezione di un nuovo governatore
	) si oppone alla decisione di buttare giù le mura, consapevole che questo 
	sarebbe il primo passo per la completa revoca della libertà e dell’autonom
	ia cittadina. Grandier è un uomo carismatico e affascinante, piace alla ge
	nte così come piace alle suore Orsoline di Loudun: il prete intraprende nu
	merose relazioni con le sue penitenti ma quando Madre Jeanne degli Angeli 
	(la superiora del convento) mette gli occhi su di lui, la storia prende la
	 piega di una contorta e morbosa ossessione.</p><p>I Diavoli” (“The Devils
	”) è puro isterismo e continua provocazione, un film diretto magistralment
	e da un Ken Russell qui assolutamente ispirato. La messa in scena è barocc
	a, poiché ogni inquadratura è appesantita da personaggi convulsi e scenogr
	afie imponenti: possiamo toccare con mano uomini e oggetti che si compatta
	no in una poltiglia fiammeggiante, ecco che quindi ritorna il caos inteso 
	come liberazione edonistica in opposizione alle costrizioni spirituali. Il
	 retaggio storico viene quindi fagocitato da un caleidoscopio di immagini 
	ricche di furiosa intensità, come se ogni sequenza fosse il risultato di u
	na bomba appena esplosa. Questo continuo movimento mette in circolo una ri
	voluzione ben più attuale di una semplice testimonianza legata alla posses
	sione, motivo per il quale “I Diavoli” è da sempre considerato uno dei tit
	oli blasfemi per eccellenza. Presentata a Venezia nel 1971, la pellicola f
	u accusata di volgarità e faziosità (scandalizzando buona parte della crit
	ica), mentre pochi mesi dopo arrivò puntuale il sequestro dalle sale cinem
	atografiche italiane.</p><p>Quello di Russell è un film sopra le righe in 
	tutto e per tutto: Oliver Reed è in stato di grazia, Vanessa Redgrave è si
	nuosamente inquietante, “I Diavoli” sono praticamente dei serpenti velenos
	i pronti a morire pur di raggiungere il loro scopo. Che il genere conventu
	ale esploso durante gli anni settanta prenda spunto da questa pellicola è 
	un dato di fatto, ma quello di Ken Russell è un lavoro che si pone al di l
	à della religione e di quattro suore in preda a oscuri pruriti sessuali. C
	on “I Diavoli” inoltre veniamo catapultati oltre la soglia del dualismo be
	ne contro male, termini che si annullano a vicenda assimilati da questa sp
	irale di inarrestabile perversione.</p><p>Il piacere carnale, la tortura, 
	il dolore, la teatralità dei movimenti, una lezione fondamentale che ritro
	veremo dopo pochi anni nel linguaggio dei connazionali Derek Jarman (qui s
	cenografo) e Peter Greenaway. Il primo più esibizionista ma anche capace d
	i svolte intimiste, il secondo invece eccentrico e intellettuale fino al m
	idollo. “I Diavoli” è un passaggio obbligato per tutto il nostro amato cin
	ema di confine: visionario, iconoclasta, quasi surreale, un istinto antico
	nformista in cui il demonio fa quasi da spettatore, sghignazzando sul mate
	rialismo dilagante di ogni individuo.</p><p>Presentata a Venezia nel 1971,
	 la pellicola fu accusata di volgarità e faziosità (scandalizzando buona p
	arte della critica), mentre pochi mesi dopo arrivò puntuale il sequestro d
	alle sale cinematografiche italiane.</p><p>La versione restaurata contiene
	 la celebre sequenza denominata "Lo stupro di Cristo", la quale fu motivo 
	di grande scandalo all'epoca della prima proiezione a Venezia e, per quest
	o motivo, completamente eliminata nella versione uscita inizialmente nei c
	inema.</p><p>Anche Albino Luciani, nel 1971 Patriarca di Venezia e poi fut
	uro Papa con il nome di Giovanni Paolo I, criticò duramente il film, dopo 
	la sua proiezione alla Mostra cinematografica, in una lettera pastorale in
	viata ai fedeli della sua diocesi.</p><p>Per noi resta un magnifica (a dir
	 poco)pellicola.</p><p>I fatti , gli scandali e abusi (conosciuti e non) s
	essuali della Chiesa,restano di fatto una realta' spesso documentata e tac
	iuta talvolta,di cui purtroppo le vittime non sono attori/ci e non fanno p
	arte di un cast cinematografico.</p><p>Quella stessa realtà che ha tentato
	 e tenta di censurare film e' regista e spettatore, carnefice e crudele fa
	lsificatore.</p><p>&nbsp;</p><p>PORTA E CONDIVI CIO' CHE VUOI MANGIARE/BER
	E.</p><p>Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cant
	are, suonare...</p><p>Appuntamento mercoledì 15 LUGLIO al tramonto (ora so
	lare di Garbatella),in Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal porton
	e e scendere le scale).</p><p>Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazi
	o.</p><p><a target="_blank" href="mailto:gruppobakunin@federazioneanarchic
	a.org">gruppobakunin@federazioneanarchica.org</a></p>
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