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DESCRIPTION:A cura di Paolo Patruno\, la mostra fotografica collettiva “I G
	RANT YOU REFUGE”\ncostituisce un percorso che attraversa la storia di un p
	opolo\, quello\nPalestinese\, che non ha mai smesso di resistere\, nonosta
	nte decenni di\noccupazione\, violenza e cancellazione sistematica.\n\nIn 
	un momento come quello attuale in cui l’attenzione mediatica internazional
	e\nsi e‌ progressivamente spostata sulle dinamiche della guerra imperialis
	ta\nportata avanti da Israele e USA in Medio Oriente\, in cui la violenza 
	e la\ndistruzione nei territori palestinesi continuano a consumarsi nel si
	lenzio\,\ndocumentare e‌ un atto politico prima ancora che espositivo.\n\n
	Intere citta‌ rase al suolo\, vite spezzate\, comunita‌ distrutte: una rea
	lta‌ che\ntroppo spesso viene oscurata o distorta. La mostra nasce anche d
	a una domanda\ncentrale: quale ruolo hanno avuto i social media nella narr
	azione del genocidio\ndel popolo palestinese? Le immagini\, spesso crude e
	 sconvolgenti\, diffuse in\ntempo reale sulle piattaforme che utilizziamo 
	quotidianamente\, hanno inciso\nprofondamente sulla percezione collettiva 
	e sul dibattito pubblico globale\,\naprendo nuovi spazi di testimonianza m
	a anche nuove contraddizioni.\n\n“I grant you refuge”\, attraverso gli sca
	tti di Jehad Al-Sharafi\, Mahdy Zourob\,\nMohammed Hajjar\, Omar Ashtawy\,
	 Saeed Jaras e Shadi Al-Tabatibi\, sei fotografi\ndella Striscia di Gaza\,
	 da‌ spazio a chi ha scelto di non restare in silenzio:\nfotografi e testi
	moni che hanno rischiato la propria vita per documentare\nl’orrore del gen
	ocidio\, trasformando l’atto di raccontare in una forma di\nresistenza. Ma
	 questa non e‌ solo una narrazione di distruzione: e‌ anche\, e\nsoprattut
	to\, una testimonianza di dignita‌\, di lotta e di esistenza ostinata\ncon
	tro ogni tentativo di cancellazione.\n\nLa mostra approda a Cosenza dall’8
	 al 16 aprile\, ospitata in contemporanea\npresso l’Aula Studio Liberata (
	cubo 18C\, piano terra) e presso La Base (Via\nMacalle‌\, 17\, Cosenza). 7
	0 fotografie compongono un racconto collettivo che non\nchiede solo di ess
	ere osservato\, ma pretende di essere ascoltato\, discusso e\ntrasformato 
	in presa di posizione.
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X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>A cura di Paolo Patruno, la mostra fotograf
	ica collettiva “I GRANT YOU REFUGE” costituisce un percorso che attraversa
	 la storia di un popolo, quello Palestinese, che non ha mai smesso di resi
	stere, nonostante decenni di occupazione, violenza e cancellazione sistema
	tica.</p><p>In un momento come quello attuale in cui l’attenzione mediatic
	a internazionale si e‌ progressivamente spostata sulle dinamiche della gue
	rra imperialista portata avanti da Israele e USA in Medio Oriente, in cui 
	la violenza e la distruzione nei territori palestinesi continuano a consum
	arsi nel silenzio, documentare e‌ un atto politico prima ancora che esposi
	tivo. </p><p>Intere citta‌ rase al suolo, vite spezzate, comunita‌ distrut
	te: una realta‌ che troppo spesso viene oscurata o distorta. La mostra nas
	ce anche da una domanda centrale: quale ruolo hanno avuto i social media n
	ella narrazione del genocidio del popolo palestinese? Le immagini, spesso 
	crude e sconvolgenti, diffuse in tempo reale sulle piattaforme che utilizz
	iamo quotidianamente, hanno inciso profondamente sulla percezione colletti
	va e sul dibattito pubblico globale, aprendo nuovi spazi di testimonianza 
	ma anche nuove contraddizioni.</p><p>“I grant you refuge”, attraverso gli 
	scatti di Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, S
	aeed Jaras e Shadi Al-Tabatibi, sei fotografi della Striscia di Gaza, da‌ 
	spazio a chi ha scelto di non restare in silenzio: fotografi e testimoni c
	he hanno rischiato la propria vita per documentare l’orrore del genocidio,
	 trasformando l’atto di raccontare in una forma di resistenza. Ma questa n
	on e‌ solo una narrazione di distruzione: e‌ anche, e soprattutto, una tes
	timonianza di dignita‌, di lotta e di esistenza ostinata contro ogni tenta
	tivo di cancellazione.</p><p>La mostra approda a Cosenza  dall’8 al 16 apr
	ile, ospitata in contemporanea presso  l’Aula Studio Liberata (cubo 18C, p
	iano terra) e presso La Base (Via Macalle‌, 17, Cosenza). 70 fotografie co
	mpongono un racconto collettivo che non chiede solo di essere osservato, m
	a pretende di essere ascoltato, discusso e trasformato in presa di posizio
	ne.</p>
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