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SUMMARY:Dialoghi costituenti: Città\, Clima\, Salute
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DESCRIPTION:Tra i molti problemi sollevati dalla crescente frequenza degli 
	estremi\nclimatici\, spicca la fragilità delle nostre città. Una vulnerabi
	lità che non\ndipende soltanto dall'intensità dei fenomeni atmosferici\, m
	a dalla cronica\ninadeguatezza delle strategie di adattamento con cui gove
	rniamo l'esposizione\nagli eventi dei nostri territori.\nRoma lo sa già og
	gi: nelle giornate di afa estiva\, le piazze assolate e le\nstrade spoglia
	te dai filari alberati restituiscono un caldo soffocante\, con\nricadute s
	ulla salute delle persone più fragili da un punto di vista sanitario\,\no 
	più vulnerabili da un punto di vista socioeconomico. Nei quartieri più\nde
	nsamente edificati\, l'assenza di verde aggrava tali ricadute e dove al di
	sagio\neconomico si somma la povertà di parchi\, l'aspettativa di vita sce
	nde fino a un\nanno sotto la media cittadina.\nDi fronte a quelle che orma
	i rappresentano disuguaglianze climatiche\, un numero\ncrescente di città 
	ha scelto di rispondere con strategie intersettoriali e\nmultidisciplinari
	 per regolare gli usi del suolo\, capaci di tenere insieme\npolitiche clim
	atiche e urbanistiche\, tutele paesistiche e regolamenti edilizi\,\nmobili
	tà e\nrecupero dello spazio pubblico.\nAncorate a piani cogenti\, queste s
	trategie non si limitano a frenare il consumo\ndi suolo: rafforzano le ret
	i ecologiche\, preservano le connessioni con il\nsistema idrografico minor
	e\, moltiplicano le dotazioni verdi progettandone\nqualità\, accessibilità
	 e camminabilità per favorire\, con la cura del\nterritorio forme più sane
	 e sostenibili di fruizione della città.\nRoma non è estranea a questa ten
	sione: orti urbani\, giardini di vicinato\, grandi\nparchi costituiscono p
	residi di cittadinanza attiva e consapevole\, anche\nconflittuale. Mentre 
	in Assemblea capitolina è aperta la revisione degli\nstrumenti fondamental
	i di governo urbano — le Norme Tecniche del Piano\nRegolatore\, i vari\nst
	ralci del Piano Clima\, la Memoria per il Verde – manca ancora la capacità
	 di\nricondurli a un sistema organico di indirizzi normativi e obiettivi d
	i\nadattamento. A difesa della città\, del suo patrimonio ambientale\, dei
	 suoi\nabitanti.\n\nINTERVENGONO\nChiara Badaloni\, DEP Lazio: Infrastrutt
	ure Verdi e Blu\nGrazia Pagnotta\, RRR: Le Disuguaglianze climatiche\nLuis
	a Sodano\, Insieme 17 APS: Rinverdire la Salute Urbana\nChiara Belingardi\
	, Genitori Di Donato: Strade scolastiche\nLorenzo Paglione\, RRR: Camminab
	ilità\, spazio pubblico e salute\nMODERA\nAlessandra Valentinelli: RRR
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X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p>Tra i molti problemi sollevati dalla cresce
	nte frequenza degli estremi climatici, spicca la fragilità delle nostre ci
	ttà. Una vulnerabilità che non dipende soltanto dall'intensità dei fenomen
	i atmosferici, ma dalla cronica inadeguatezza delle strategie di adattamen
	to con cui governiamo l'esposizione agli eventi dei nostri territori.<br>R
	oma lo sa già oggi: nelle giornate di afa estiva, le piazze assolate e le 
	strade spogliate dai filari alberati restituiscono un caldo soffocante, co
	n ricadute sulla salute delle persone più fragili da un punto di vista san
	itario, o più vulnerabili da un punto di vista socioeconomico. Nei quartie
	ri più densamente edificati, l'assenza di verde aggrava tali ricadute e do
	ve al disagio economico si somma la povertà di parchi, l'aspettativa di vi
	ta scende fino a un anno sotto la media cittadina.<br>Di fronte a quelle c
	he ormai rappresentano disuguaglianze climatiche, un numero crescente di c
	ittà ha scelto di rispondere con strategie intersettoriali e multidiscipli
	nari per regolare gli usi del suolo, capaci di tenere insieme politiche cl
	imatiche e urbanistiche, tutele paesistiche e regolamenti edilizi, mobilit
	à e<br>recupero dello spazio pubblico.<br>Ancorate a piani cogenti, queste
	 strategie non si limitano a frenare il consumo di suolo: rafforzano le re
	ti ecologiche, preservano le connessioni con il sistema idrografico minore
	, moltiplicano le dotazioni verdi progettandone qualità, accessibilità e c
	amminabilità per favorire, con la cura del<br>territorio forme più sane e 
	sostenibili di fruizione della città.<br>Roma non è estranea a questa tens
	ione: orti urbani, giardini di vicinato, grandi parchi costituiscono presi
	di di cittadinanza attiva e consapevole, anche conflittuale. Mentre in Ass
	emblea capitolina è aperta la revisione degli strumenti fondamentali di go
	verno urbano — le Norme Tecniche del Piano Regolatore, i vari<br>stralci d
	el Piano Clima, la Memoria per il Verde – manca ancora la capacità di rico
	ndurli a un sistema organico di indirizzi normativi e obiettivi di adattam
	ento. A difesa della città, del suo patrimonio ambientale, dei suoi abitan
	ti.<br><br>INTERVENGONO<br>Chiara Badaloni, DEP Lazio: Infrastrutture Verd
	i e Blu<br>Grazia Pagnotta, RRR: Le Disuguaglianze climatiche<br>Luisa Sod
	ano, Insieme 17 APS: Rinverdire la Salute Urbana<br>Chiara Belingardi, Gen
	itori Di Donato: Strade scolastiche<br>Lorenzo Paglione, RRR: Camminabilit
	à, spazio pubblico e salute<br>MODERA<br>Alessandra Valentinelli: RRR</p>
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