BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
CALSCALE:GREGORIAN
PRODID:adamgibbons/ics
METHOD:PUBLISH
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VEVENT
UID:641@roma.convoca.la
SUMMARY:DansLaRue - Volume XV (2025)
DTSTAMP:20260809T004519Z
DTSTART:20250614T080000Z
DTEND:20250614T180000Z
DESCRIPTION:DALLA STRADA\, PER LA STRADA\, DA 15 ANNI…\n\nRESISTENZA!\n\n E
	ra il 2011 quando organizzammo la prima edizione della jam a Piazzale Pino
	\nPascali. Il motivo di quella prima edizione lo abbiamo raccontato più vo
	lte: un\ngoffo tentativo da parte dei neofascisti di appropriarsi di una c
	ultura con cui\nnon avevano nulla da spartire. In quella prima edizione di
	 quindici anni fa\nabbiamo tracciato una linea\, abbiamo ribadito che i gr
	affiti hanno una loro\nstoria\, che nasce nei ghetti degli stati uniti\, d
	al basso\, per lasciare un segno\nnelle metropoli\, che è naturalmente ant
	ifascista. Se infatti c’è una costante\nnei fascismi del passato e del pre
	sente è la perversione per l’ordine\, per il\ndecoro\, una passione reazio
	naria che vuole mantenere le cose come stanno\,\nnascondendo i problemi de
	lla società sotto una mano di vernice bianca. Forse\nanche per questo la j
	am che organizzarono i fascisti fu un flop\, e dopo\nquell’anno lasciarono
	 perdere.\n\nAl contrario\, la nostra fu un successo e decidemmo di riprop
	orre l’appuntamento\nl’anno seguente\, quello dopo ancora\, e via dicendo 
	fino a diventare un\nappuntamento annuale. Lo abbiamo fatto perché era nec
	essario\, perché organizzare\nuna jam autorganizzata\, senza gerarchie\, p
	er condividere i saperi e un momento\ndi socialità in un mondo in cui qual
	siasi cosa ha un prezzo è il nostro modo di\nmantenere vive le origini del
	l’hip hop. Mantenere quello spirito di comunità e\ncondivisione che animav
	a le jam dei ghetti e delle periferie\, di ribellione\ncontro la società e
	 difesa del proprio spazio\, conquistato autonomamente con le\nunghie e co
	n i denti.\n\nViviamo in un presente in cui ogni servizio minimo è tagliat
	o per finanziare le\nspese belliche\, in cui i quartieri popolari vengono 
	militarizzati sotto il\ncontrollo della polizia\, e in cui il razzismo fom
	enta una guerra fra poveri. Chi\nprova ad opporsi a tutto ciò viene punito
	\, arrestato e represso tramite leggi\nspeciali liberticide\, come il ddl 
	sicurezza. Contemporaneamente\, nei paesi del\n“sud” del mondo\, i conflit
	ti armati aumentano sempre più\, assumendo le\ndimensioni di un nuovo conf
	litto globale. Di fronte a tutto questo\, a 80 anni di\ndistanza da quel 1
	945\, è fondamentale tornare all’esempio della resistenza.\nQuello che ci 
	ha insegnato la lotta partigiana\, è che il fascismo si combatte\nstrada p
	er strada\, muro per muro\, giorno per giorno. In questi anni abbiamo\ncer
	cato di dare voce alle lotte e alle resistenze che accadevano intorno a no
	i\,\nnelle metropoli in cui abitiamo come in luoghi lontani da noi\, da Ro
	ma alla val\nSusa\, dal Chiapas alla Palestina. Lo abbiamo fatto utilizzan
	do lo strumento che\nci è più vicino: quello dei graffiti. Uno strumento c
	he non è neutro e che con\nun semplice tratto di vernice spray porta con s
	é una visione del mondo. Se i\ngraffiti ci parlano ancora oggi\, e continu
	ano a esistere in tutto il mondo\nnonostante la loro criminalizzazione e r
	epressione\, è perché restano lo\nstrumento più libero per farsi strada ne
	l presente\, la voce di chi non ha voce.\nDesacralizzare lo spazio intocca
	bile di un muro bianco ha un valore immenso\,\nvuol dire riprendersi un pe
	zzetto del discorso pubblico in una società che punta\na neutralizzare e o
	mogeneizzare ogni critica al potere. Vuol dire resistere a un\nfascismo ch
	e non è finito e che continua a diffondere le sue politiche d’odio. I\ngra
	ffiti sono un gesto rivoluzionario. Lo ripetiamo da 15 anni e continueremo
	\nancora per molto.\n\n Invitiamo tutti gli amici e le amiche che ci hanno
	 accompagnato in questi anni\nil 14 giugno dalle ore 10 a Piazzale Pino Pa
	scali per un block party\nautogestito\, dal basso\, senza gerarchie o conc
	orsi\, gratuito e non in vendita.\nDai breakers ai dj\, dal basket al free
	style\, dalle crew alle bande: all city\nvandals are united!\n\n– Dans La 
	Rue
URL:https://roma.convoca.la/event/danslarue-volume-xv-2025
LOCATION:Quarticciolo - Piazzale Pino Pascali\, 00155 Roma
STATUS:CONFIRMED
CATEGORIES:antifascismo,resistenza,DJSET,rap,graffiti,Jam,Breakdance,Basket
	,HipHop
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<p><strong>DALLA STRADA, PER LA STRADA, DA 15 
	ANNI…</strong></p><p><strong>RESISTENZA!</strong></p><p>&nbsp;Era il <stro
	ng>2011</strong> quando organizzammo la prima edizione della jam a <strong
	>Piazzale Pino Pascali</strong>. Il motivo di quella prima edizione lo abb
	iamo raccontato più volte: un goffo tentativo da parte dei neofascisti di 
	appropriarsi di una cultura con cui non avevano nulla da spartire. In quel
	la prima edizione di quindici anni fa abbiamo tracciato una linea, abbiamo
	 ribadito che i graffiti hanno una loro storia, che nasce nei ghetti degli
	 stati uniti, dal basso, per lasciare un segno nelle metropoli, che è natu
	ralmente <strong>antifascista</strong>. Se infatti c’è una costante nei fa
	scismi del passato e del presente è la perversione per l’ordine, per il de
	coro, una passione reazionaria che vuole mantenere le cose come stanno, na
	scondendo i problemi della società sotto una mano di vernice bianca. Forse
	 anche per questo la jam che organizzarono i fascisti fu un flop, e dopo q
	uell’anno lasciarono perdere.</p><p>Al contrario, la nostra fu un successo
	 e decidemmo di riproporre l’appuntamento l’anno seguente, quello dopo anc
	ora, e via dicendo fino a diventare un appuntamento annuale. Lo abbiamo fa
	tto perché era necessario, perché organizzare una jam autorganizzata, senz
	a gerarchie, per condividere i saperi e un momento di socialità in un mond
	o in cui qualsiasi cosa ha un prezzo è il nostro modo di mantenere vive le
	 origini dell’hip hop. Mantenere quello spirito di comunità e condivisione
	 che animava le jam dei ghetti e delle periferie, <strong>di ribellione co
	ntro la società e difesa del proprio spazio</strong>, conquistato autonoma
	mente con le unghie e con i denti.</p><p>Viviamo in un presente in cui ogn
	i servizio minimo è tagliato per finanziare le spese belliche, in cui i qu
	artieri popolari vengono militarizzati sotto il controllo della polizia, e
	 in cui il razzismo fomenta una guerra fra poveri. Chi prova ad opporsi a 
	tutto ciò viene punito, arrestato e represso tramite leggi speciali libert
	icide, come il ddl sicurezza. Contemporaneamente, nei paesi del “sud” del 
	mondo, i conflitti armati aumentano sempre più, assumendo le dimensioni di
	 un <strong>nuovo conflitto globale</strong>. Di fronte a tutto questo, a 
	80 anni di distanza da quel 1945, è fondamentale tornare all’esempio della
	 resistenza. Quello che ci ha insegnato la lotta partigiana, è che il fasc
	ismo si combatte strada per strada, muro per muro, giorno per giorno. In q
	uesti anni abbiamo cercato di dare voce alle lotte e alle resistenze che a
	ccadevano intorno a noi, nelle metropoli in cui abitiamo come in luoghi lo
	ntani da noi, da <strong>Roma alla val Susa, dal Chiapas alla Palestina</s
	trong>. Lo abbiamo fatto utilizzando lo strumento che ci è più vicino: que
	llo dei graffiti. Uno strumento che non è neutro e che con un semplice tra
	tto di vernice spray porta con sé una visione del mondo. Se i graffiti ci 
	parlano ancora oggi, e continuano a esistere in tutto il mondo nonostante 
	la loro criminalizzazione e repressione, è perché restano lo strumento più
	 libero per farsi strada nel presente<strong>, la voce di chi non ha voce<
	/strong>. Desacralizzare lo spazio intoccabile di un muro bianco ha un val
	ore immenso, vuol dire riprendersi un pezzetto del discorso pubblico in un
	a società che punta a neutralizzare e omogeneizzare ogni critica al potere
	. Vuol dire resistere a un fascismo che non è finito e che continua a diff
	ondere le sue politiche d’odio. <strong>I graffiti sono un gesto rivoluzio
	nario</strong>. Lo ripetiamo da 15 anni e continueremo ancora per molto.</
	p><p>&nbsp;Invitiamo tutti gli amici e le amiche che ci hanno accompagnato
	 in questi anni il <strong>14 giugno dalle ore 10 a Piazzale Pino Pascali<
	/strong> per un block party autogestito, dal basso, senza gerarchie o conc
	orsi, gratuito e non in vendita. <strong>Dai breakers ai dj, dal basket al
	 freestyle, dalle crew alle bande: all city vandals are united!</strong></
	p><p><strong>– Dans La Rue</strong></p>
BEGIN:VALARM
ACTION:DISPLAY
DESCRIPTION:DansLaRue - Volume XV (2025)
TRIGGER:-PT1H
END:VALARM
END:VEVENT
END:VCALENDAR
