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SUMMARY:Assemblea cittadina - CON IL LAGO CHE COMBATTE PER L'ESPROPRIO DELL
	'EX SNIA
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DESCRIPTION:Chiamata per un'assemblea cittadina\n\nVENERDì 09 OTTOBRE 2026 
	ore 17:30\n\nPresso la Casa del parco del Parco delle Energie\, Via Prenes
	tina 175\n\nVerso il 18 ottobre 2026\n\nCON IL LAGO CHE COMBATTE PER L'ESP
	ROPRIO DELL'EX SNIA\n\nPARCO ORA SUBITO ADESSO!\n\nContro le città dei pad
	roni\, contro la speculazione sulle nostre vite e sui\nnostri territori\, 
	con la resistenza palestinese e dei popoli oppressi. \n\nDopo oltre trent’
	anni di lotte\, una parte dell’ex SNIA è ancora nelle mani del\nGruppo Pul
	cini\, che dispone di un permesso di costruire per 280mila metri cubi\ndi 
	cemento.\n\nAd ora la Giunta Gualtieri ha promesso di acquisire tre ettari
	 e mezzo dei più\ndi sette ancora nelle mani del privato. Il nostro obiett
	ivo resta il definitivo\nesproprio dell’intera ex SNIA\, per restituirla a
	lla collettività e destinarla a\nverde e servizi pubblici.\n\nNon è stato 
	semplice arrivare fin qui\, insieme e in presidio permanente a difesa\ndi 
	uno dei patrimoni più preziosi della città: il lago naturale e il suo\neco
	sistema.\n\nAbbiamo attraversato momenti in cui sembrava che tutto fosse o
	rmai perso ma non\nci siamo mai arresi: dal permesso di costruire concesso
	 al privato nel novembre\n2022\, la devastazione con le ruspe degli habita
	t naturali e la conseguente\nsottovalutazione degli studi scientifici che 
	documentano la straordinaria\nbiodiversità dell’area\, fino ai progetti di
	 sfruttamento e cementificazione.\nEppure il Lago ha resistito\, così come
	 la comunità del Pigneto-Prenestino\, di\nCasalbertone\, Tor Pignattara e 
	dei quartieri limitrofi\, parte integrante di\nquesto ecosistema e non sem
	plice spettatrice o utilizzatrice.\n\nOggi ci troviamo davanti a un passag
	gio decisivo e urgente. Entro dicembre\, in\nsede di votazione dell'ultimo
	 bilancio dell’attuale amministrazione\, la Giunta\ncapitolina dovrà stanz
	iare i fondi necessari\, Il Consiglio votare per\nespropriare l’area ancor
	a privata. Vogliamo vincere questa lotta!!!\n\nLa vicenda dell’ex SNIA si 
	inserisce in un quadro più ampio. Le città sono uno\ndei luoghi in cui il 
	capitale manifesta con maggiore violenza la propria natura\npredatoria\, e
	strattivista e razzista. Negli ultimi dieci anni a Roma le\ndinamiche spec
	ulative nelle aree periferiche e semiperiferiche si sono\nintensificate\, 
	e ciò che accade nel nostro territorio ne è un esempio\nemblematico.\n\nIl
	 Pigneto è infatti uno dei quartieri di Roma più colpiti dalla\ngentrifica
	zione: trasformato in un polo attrattivo per consumatori e turisti\, è\ndi
	ventato sempre meno vivibile per i suoi abitanti\, molti dei quali sono\nc
	ostretti ad andarsene.\n\nLa Giunta Gualtieri continua a privilegiare l’at
	trazione degli investimenti\nprivati\, trattando come secondari i problemi
	 prodotti da questo modello di\nsviluppo urbano. I fondi speculativi inter
	nazionali investono nell’edilizia\nresidenziale e finanziano studentati ch
	e non risolvono né la carenza di posti\nletto per il diritto allo studio n
	é l’emergenza abitativa. Nel frattempo\naumentano gli affitti e il costo d
	ella vita\, si spalancano le porte al turismo\ndi massa e vengono espulsi 
	i residenti più fragili.\n\nIl cosiddetto "Piano Casa" del Governo Meloni 
	non affronta le necessarie\nsoluzioni per porre fine alla crisi abitativa 
	in Italia ma si pone a servizio\ndello strapotere della rendita finanziari
	a e immobiliare\, e programma ulteriore\nsvendita del patrimonio pubblico\
	, senza affrontare adeguatamente la transizione\necologica. \n\nDa Pietral
	ata a Fiumicino\, da Torre Spaccata al Fosso della Cecchignola\, da\nLaure
	ntino ai Mercati Generali fino ai Castelli\, la finanziarizzazione e la\nm
	ercificazione dei territori sottraggono spazi e risorse alle politiche\nne
	cessarie per affrontare i cambiamenti climatici. Questo modello aggrava le
	\ndisuguaglianze sociali\, alimenta lo sfruttamento del lavoro e produce n
	uove\ncementificazioni. Anche nella gestione dei rifiuti la logica rimane 
	speculativa.\nLa Giunta Gualtieri continua a puntare sulla costruzione di 
	un mega\ninceneritore\, che in realtà porterebbe costi pubblici esorbitant
	i per\nrealizzarlo\, estrazione insostenibile di acqua\, ulteriori nocivit
	à nell'ambiente\na danno della salute pubblica.\n\nQuest’anno la crisi cli
	matica ha mostrato il suo volto più feroce. L’estate 2026\nè stata la più 
	calda mai registrata in Italia dal 1950 e\, già alla fine di\ngiugno\, a R
	oma il termometro ha superato i 40 gradi. Non si tratta di\nun’eccezione\,
	 ma della nuova normalità. E gli effetti non ricadono su tutte e\ntutti al
	lo stesso modo: a pagare il prezzo più alto sono le persone più fragili\ne
	 marginalizzate\, chi non può lasciare la città\, chi vive in condizioni d
	i\nsovraffollamento e chi non riesce ad arrivare alla fine del mese.\n\nOg
	ni ettaro cementificato\, ogni albero abbattuto e ogni spazio verde sacrif
	icato\nalla rendita trasforma la città in una fornace. Speculazione ediliz
	ia e crisi\nclimatica sono due facce della stessa medaglia: si continua a 
	progettare per il\nprofitto\, invece che per il benessere delle persone. L
	e nuove Norme Tecniche di\nAttuazione del Piano Regolatore\, approvate dal
	 Consiglio Comunale\, rischiano di\naumentare il carico urbanistico\, favo
	rire nuove cementificazioni e aggravare il\nconsumo e l’impermeabilizzazio
	ne del suolo. \n\nAnche la repressione dei movimenti sociali fa parte di q
	uesto modello di città.\nDopo lo sgombero del Leoncavallo a Milano e di As
	katasuna a Torino\, quest’estate\nè toccato a Spin Time\, la cui comunità 
	ha resistito in strada per difendere non\nsolo il diritto alla casa per ce
	ntinai di nuclei famigliari\, ma anche l’idea che\nun’altra città sia poss
	ibile e necessaria. A Roma erano già stati sgomberati\nL38\, ZK e Benciven
	ga\, colpendo esperienze di antagonismo e controcultura in nome\ndella “ri
	generazione urbana”\, della legalità e del decoro.\n\nIl paese è impoverit
	o e il lavoro sempre più precarizzato\, i salari perdono\ncapacità d'acqui
	sto e si vive sotto la morsa del caro vita. Il denaro pubblico\ninvece di 
	essere investito in case popolari\, salute\, istruzione\, cultura viene\nd
	irottato verso la spesa militare. Decreto dopo decreto\, lo Stato sta prep
	arando\nil terreno a una repressione sempre più dura di chi dissente\, di 
	chi si oppone a\nquesto stato di cose.\n\nAbbiamo imparato\, guardando la 
	Palestina\, che il governo del territorio è uno\ndegli strumenti con cui i
	l potere esercita la sua violenza coloniale ed ecocida.\nAbbiamo anche imp
	arato\, dalla resistenza palestinese\, che lottare in difesa dei\npropri s
	pazi è condizione essenziale per l'esistenza delle nostre comunità.\n\nCom
	e comunità che da anni resiste e si prende cura del proprio territorio\,\n
	ribadiamo la volontà di contrapporre a logiche speculative\, xenofobe\, ec
	ocide\,\nun modello di città solidale\, ecologica e costruita sui bisogni 
	reali delle\npersone. L’esproprio dell’area ancora privata dell’ex SNIA\, 
	da destinare a verde\ne servizi pubblici\, rappresenta un passo concreto i
	n questa direzione.\n\nPer questo\, il 9 ottobre alle 17.30\, presso la Ca
	sa del Parco del Parco delle\nEnergie\, convochiamo la città a un’assemble
	a pubblica. Presenteremo lo stato\ndella vertenza e il progetto del Parco 
	naturalistico archeologico\, per decidere\ninsieme come agire nelle prossi
	me settimane e fare dell’esproprio dell’ex SNIA\,\nancora una volta\, un s
	imbolo di riscatto e di affermazione della città pubblica\ncontro gli inte
	ressi speculativi.\n\nLanciamo per domenica 18 ottobre\, in occasione dell
	'anniversario della\nLiberazione del Lago\, una giornata di festa e di lot
	ta\, da concludere con un\ncorteo per le vie del quartiere\, per dare voce
	 alle varie lotte sui territori\,\nper il diritto all'abitare\, per contra
	pporsi alle manifestazioni xenofobe nei\nnostri quartieri che ci vogliono 
	gli uni contro gli altri\, per portare ancora\nuna volta in strada la soli
	darietà alla resistenza palestinese.\n\nUNIAMOCI CONTRO LA FINANZIARIZZAZI
	ONE DEI TERRITORI\, CONTRO LA  CITTÀ DEI\nPADRONI\, CON LA RESISTENZA PALE
	STINESE FINO ALLA VITTORIA!\n\nVINCIAMO INSIEME CONTRO LA SPECULAZIONE PER
	 L'ESPORPRIO DI TUTTA L'EX SNIA\n\nVENERDì 9 OTTOBRE - ASSEMBLEA CITTADINA
	 \n\nDOMENICA 18 OTTOBRE - CON IL LAGO CHE COMBATTE UNA GRANDE GIORNATA DI
	 FESTA E DI\nLOTTA
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	/p><p>VENERDì 09 OTTOBRE 2026 ore 17:30</p><p>Presso la Casa del parco del
	 Parco delle Energie, Via Prenestina 175</p><p>Verso il 18 ottobre 2026</p
	><p>CON IL LAGO CHE COMBATTE PER L'ESPROPRIO DELL'EX SNIA</p><p>PARCO ORA 
	SUBITO ADESSO!</p><p>Contro le città dei padroni, contro la speculazione s
	ulle nostre vite e sui nostri territori, con la resistenza palestinese e d
	ei popoli oppressi.&nbsp;</p><p>Dopo oltre trent’anni di lotte, una parte 
	dell’ex SNIA è ancora nelle mani del Gruppo Pulcini, che dispone di un per
	messo di costruire per 280mila metri cubi di cemento.</p><p>Ad ora la Giun
	ta Gualtieri ha promesso di acquisire tre ettari e mezzo dei più di sette 
	ancora nelle mani del privato. Il nostro obiettivo resta il definitivo esp
	roprio dell’intera ex SNIA, per restituirla alla collettività e destinarla
	 a verde e servizi pubblici.</p><p>Non è stato semplice arrivare fin qui, 
	insieme e in presidio permanente a difesa di uno dei patrimoni più prezios
	i della città: il lago naturale e il suo ecosistema.</p><p>Abbiamo attrave
	rsato momenti in cui sembrava che tutto fosse ormai perso ma non ci siamo 
	mai arresi: dal permesso di costruire concesso al privato nel novembre 202
	2, la devastazione con le ruspe degli habitat naturali e la conseguente so
	ttovalutazione degli studi scientifici che documentano la straordinaria bi
	odiversità dell’area, fino ai progetti di sfruttamento e cementificazione.
	 Eppure il Lago ha resistito, così come la comunità del Pigneto-Prenestino
	, di Casalbertone, Tor Pignattara e dei quartieri limitrofi, parte integra
	nte di questo ecosistema e non semplice spettatrice o utilizzatrice.</p><p
	>Oggi ci troviamo davanti a un passaggio decisivo e urgente. Entro dicembr
	e, in sede di votazione dell'ultimo bilancio dell’attuale amministrazione,
	 la Giunta capitolina dovrà stanziare i fondi necessari, Il Consiglio vota
	re per espropriare l’area ancora privata. Vogliamo vincere questa lotta!!!
	</p><p>La vicenda dell’ex SNIA si inserisce in un quadro più ampio. Le cit
	tà sono uno dei luoghi in cui il capitale manifesta con maggiore violenza 
	la propria natura predatoria, estrattivista e razzista. Negli ultimi dieci
	 anni a Roma le dinamiche speculative nelle aree periferiche e semiperifer
	iche si sono intensificate, e ciò che accade nel nostro territorio ne è un
	 esempio emblematico.</p><p>Il Pigneto è infatti uno dei quartieri di Roma
	 più colpiti dalla gentrificazione: trasformato in un polo attrattivo per 
	consumatori e turisti, è diventato sempre meno vivibile per i suoi abitant
	i, molti dei quali sono costretti ad andarsene.</p><p>La Giunta Gualtieri 
	continua a privilegiare l’attrazione degli investimenti privati, trattando
	 come secondari i problemi prodotti da questo modello di sviluppo urbano. 
	I fondi speculativi internazionali investono nell’edilizia residenziale e 
	finanziano studentati che non risolvono né la carenza di posti letto per i
	l diritto allo studio né l’emergenza abitativa. Nel frattempo aumentano gl
	i affitti e il costo della vita, si spalancano le porte al turismo di mass
	a e vengono espulsi i residenti più fragili.</p><p>Il cosiddetto "Piano Ca
	sa" del Governo Meloni non affronta le necessarie soluzioni per porre fine
	 alla crisi abitativa in Italia ma si pone a servizio dello strapotere del
	la rendita finanziaria e immobiliare, e programma ulteriore svendita del p
	atrimonio pubblico, senza affrontare adeguatamente la transizione ecologic
	a.&nbsp;</p><p>Da Pietralata a Fiumicino, da Torre Spaccata al Fosso della
	 Cecchignola, da Laurentino ai Mercati Generali fino ai Castelli, la finan
	ziarizzazione e la mercificazione dei territori sottraggono spazi e risors
	e alle politiche necessarie per affrontare i cambiamenti climatici. Questo
	 modello aggrava le disuguaglianze sociali, alimenta lo sfruttamento del l
	avoro e produce nuove cementificazioni. Anche nella gestione dei rifiuti l
	a logica rimane speculativa. La Giunta Gualtieri continua a puntare sulla 
	costruzione di un mega inceneritore, che in realtà porterebbe costi pubbli
	ci esorbitanti per realizzarlo, estrazione insostenibile di acqua, ulterio
	ri nocività nell'ambiente a danno della salute pubblica.</p><p>Quest’anno 
	la crisi climatica ha mostrato il suo volto più feroce. L’estate 2026 è st
	ata la più calda mai registrata in Italia dal 1950 e, già alla fine di giu
	gno, a Roma il termometro ha superato i 40 gradi. Non si tratta di un’ecce
	zione, ma della nuova normalità. E gli effetti non ricadono su tutte e tut
	ti allo stesso modo: a pagare il prezzo più alto sono le persone più fragi
	li e marginalizzate, chi non può lasciare la città, chi vive in condizioni
	 di sovraffollamento e chi non riesce ad arrivare alla fine del mese.</p><
	p>Ogni ettaro cementificato, ogni albero abbattuto e ogni spazio verde sac
	rificato alla rendita trasforma la città in una fornace. Speculazione edil
	izia e crisi climatica sono due facce della stessa medaglia: si continua a
	 progettare per il profitto, invece che per il benessere delle persone. Le
	 nuove Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore, approvate dal Co
	nsiglio Comunale, rischiano di aumentare il carico urbanistico, favorire n
	uove cementificazioni e aggravare il consumo e l’impermeabilizzazione del 
	suolo.&nbsp;</p><p>Anche la repressione dei movimenti sociali fa parte di 
	questo modello di città. Dopo lo sgombero del Leoncavallo a Milano e di As
	katasuna a Torino, quest’estate è toccato a Spin Time, la cui comunità ha 
	resistito in strada per difendere non solo il diritto alla casa per centin
	ai di nuclei famigliari, ma anche l’idea che un’altra città sia possibile 
	e necessaria. A Roma erano già stati sgomberati L38, ZK e Bencivenga, colp
	endo esperienze di antagonismo e controcultura in nome della “rigenerazion
	e urbana”, della legalità e del decoro.</p><p>Il paese è impoverito e il l
	avoro sempre più precarizzato, i salari perdono capacità d'acquisto e si v
	ive sotto la morsa del caro vita. Il denaro pubblico invece di essere inve
	stito in case popolari, salute, istruzione, cultura viene dirottato verso 
	la spesa militare. Decreto dopo decreto, lo Stato sta preparando il terren
	o a una repressione sempre più dura di chi dissente, di chi si oppone a qu
	esto stato di cose.</p><p>Abbiamo imparato, guardando la Palestina, che il
	 governo del territorio è uno degli strumenti con cui il potere esercita l
	a sua violenza coloniale ed ecocida. Abbiamo anche imparato, dalla resiste
	nza palestinese, che lottare in difesa dei propri spazi è condizione essen
	ziale per l'esistenza delle nostre comunità.</p><p>Come comunità che da an
	ni resiste e si prende cura del proprio territorio, ribadiamo la volontà d
	i contrapporre a logiche speculative, xenofobe, ecocide, un modello di cit
	tà solidale, ecologica e costruita sui bisogni reali delle persone. L’espr
	oprio dell’area ancora privata dell’ex SNIA, da destinare a verde e serviz
	i pubblici, rappresenta un passo concreto in questa direzione.</p><p>Per q
	uesto, il 9 ottobre alle 17.30, presso la Casa del Parco del Parco delle E
	nergie, convochiamo la città a un’assemblea pubblica. Presenteremo lo stat
	o della vertenza e il progetto del Parco naturalistico archeologico, per d
	ecidere insieme come agire nelle prossime settimane e fare dell’esproprio 
	dell’ex SNIA, ancora una volta, un simbolo di riscatto e di affermazione d
	ella città pubblica contro gli interessi speculativi.</p><p>Lanciamo per d
	omenica 18 ottobre, in occasione dell'anniversario della Liberazione del L
	ago, una giornata di festa e di lotta, da concludere con un corteo per le 
	vie del quartiere, per dare voce alle varie lotte sui territori, per il di
	ritto all'abitare, per contrapporsi alle manifestazioni xenofobe nei nostr
	i quartieri che ci vogliono gli uni contro gli altri, per portare ancora u
	na volta in strada la solidarietà alla resistenza palestinese.</p><p>UNIAM
	OCI CONTRO LA FINANZIARIZZAZIONE DEI TERRITORI, CONTRO LA&nbsp; CITTÀ DEI 
	PADRONI, CON LA RESISTENZA PALESTINESE FINO ALLA VITTORIA!</p><p>VINCIAMO 
	INSIEME CONTRO LA SPECULAZIONE PER L'ESPORPRIO DI TUTTA L'EX SNIA</p><p>VE
	NERDì 9 OTTOBRE - ASSEMBLEA CITTADINA&nbsp;</p><p>DOMENICA 18 OTTOBRE - CO
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